Archivio mensile:luglio 2017

WannaCry e GDPR, ecco perché fra un anno l’attacco avrebbe conseguenze peggiori

A cura di Carla Targa, Senior Marketing & Communication Manager Trend Micro Italia 

L’anno prossimo entrerà in vigore il GDPR e un attacco simile a quello di WannaCry rischia di penalizzare ancora di più le aziende che non si faranno trovare conformi al nuovo regolamento. 

Nonostante il panico che ha generato, sembra che alla fine le aziende e le organizzazioni in tutto il mondo siano riuscite a fermare WannaCry, ma non è ancora il momento di archiviare questo episodio. Sono molte le lezioni che possiamo imparare da questo attacco, sul perché ha avuto così tanto successo e cosa può essere fatto per evitare che accada di nuovo. La verità sconcertante è che molte aziende cadute vittima di WannaCry potrebbero incorrere anche in sanzioni punitive se la stessa tipologia di attacco accadesse fra un anno.

Il General Data Protection Regulation (GDPR) sta arrivando infatti e porta con sé un nuovo

WannaCry e GDPR

livello di urgenza per le aziende, che devono considerare una seria revisione delle loro strategie di cybersecurity dopo WannaCry.

Violazione o ransomware?

A una prima occhiata sembrerebbe poco opportuno collegare un attacco ransomware al nuovo regolamento europeo per la protezione dati, le aziende colpite da WannaCry infatti si sono ritrovate i dati criptati e non rubati. Ad ogni modo, un’esamina più approfondita del GDPR ci permette ulteriori considerazioni.

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