Roma, i dispositivi a rischio attacco cyber sono 296.786

A cura di Lisa DolciniChannel Marketing Manager Trend Micro Italia 

Trend Micro ha analizzato i sistemi a rischio nelle capitali dell’Europa occidentale. In totale sono 10 milioni i dispositivi che possono dare il via a fughe di dati e attacchi mirati, o che possono permettere ai cybercriminali di infiltrarsi nelle reti aziendali e governativa

10 milioni i dispositivi che possono dare il via a fughe di dati e attacchi mirati.

A Roma sono 296.786 i dispositivi a rischio attacco cyber e, se si sommano i sistemi a rischio presenti nelle capitali dell’Europa occidentale, si arriva a un totale che supera i 10 milioni. Questo è quello che emerge dall’ultima nostra ricerca, dal titolo “Western European Cities Exposed”. Lo studio ha analizzato i cosiddetti “sistemi esposti”, ovvero quei dispositivi collegati a Internet che rispondo alle richieste sia tramite strumenti di gestione della rete o di enumerazione, come un ping, o che possono essere trovati da motori di ricerca internet come Shodan o simili. I sistemi esposti non sono per definizione vulnerabili o compromessi, ma il fatto che siano connessi significa che possono essere attaccati in qualunque momento.

I dispositivi esposti offrono ai possibili attaccanti una radiografia di come i dispositivi stessi sono utilizzati dalle aziende e dai governi, questo può facilitare le operazioni di infiltrazione nella rete. I sistemi connessi a Internet spesso restano aperti a potenziali attacchi o perdite di dati perché non sono configurati correttamente. Tuttavia, alcuni devono essere connessi per forza a Internet, per poter funzionare correttamente o per abilitare l’accesso remoto per la risoluzione dei problemi e altre attività. I dispositivi a rischio possono provocare una fuga di informazioni private all’insaputa dell’utente, permettere il furto di dati critici aziendali e governativi, essere sfruttati per attacchi mirati o attacchi DDoS e anche essere presi in ostaggio nel corso di un attacco ransomware.

Per quanto riguarda la tipologia dei dispositivi, lo studio ha rivelato che nelle città esaminate sono a rischio, in totale, 58.000 punti di accesso wireless, 34.000 firewall e 28.000 webcam. Inoltre è stato rilevato un grande numero di stampanti accessibili pubblicamente da internet, che mettono potenzialmente a rischio le copie di dati sensibili, così come offrono agli attaccanti un punto per entrare all’interno delle reti aziendali. I sistemi operativi esposti maggiormente sono Linux (62%) e Windows (20%).

A Roma, il totale di dispositivi a rischio è di 296.786. Tra questi possiamo contare 217.109 web service, 2.890 email service, 2.595 webcam, 432 MySQL database, 154 router, 79 dispositivi VoIP e 29 registratori media.

Questo studio deve essere tenuto in particolare considerazione, anche in relazione all’entrata in vigore del nuovo Regolamento Europeo sulla protezione dei dati (GDPR). I dispositivi a rischio innalzano infatti il rischio di subire una violazione di dati, severamente punita dal regolamento.

A tal proposito il nostro Country Manager Gastone Nencini, ha dichiarato che per far fronte a questa situazione, si consiglia ai responsabili IT di riconoscere l’esistenza di questi dispositivi, di condurre un audit di tutti gli asset aperti e di elaborare adeguate misure di gestione del rischio.

Metodologia dello studio

Lo studio ha analizzato più di 2,7 milioni di indirizzi IP in 10 capitali europee: Amsterdam, Atene, Berlino, Lisbona, Londra, Madrid, Oslo, Parigi, Roma e Stoccolma.

Il report completo è disponibile a questo link

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