Archivio mensile:Gennaio 2019

Cybersecurity 2019: nessuno è al sicuro

A cura di Gastone Nencini, Country Manager Trend Micro Italia 

Le nostre previsioni per quest’anno: la lotta al cybercrime sarà sempre più senza confini e gli attacchi colpiranno aziende, governi, fabbriche, case e individui.

Il 23 gennaio scorso, durante l’edizione 2019 del #SecurityBarcamp, il nostro evento sugli scenari cybercriminali e della cybersecurity, abbiamo presentato il rapporto “Mappare il futuro: affrontare minacce pervasive e persistenti”, che illustra le nostre previsioni sulla sicurezza per l’anno in corso. L’evento è stato anche un’opportunità per fare il punto della situazione insieme ad amici ospiti importanti, come Andrea Cavallini, Senior Cloud Developer di CCH® Tagetik, Antonio Fumagalli, responsabile ICT dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Alberto Meneghini, Managing Director di Accenture Security e Myla Pilao, la nostra responsabile del Technical Marketing.

Durante il dibattito sono emerse considerazioni interessanti rispetto a quello che potrebbe succedere, ma quali sono i punti salienti del nostro rapporto per quest’anno? Riteniamo che nei prossimi mesi, le migrazioni cloud, le tecniche di social engineering, lo smart working e la convergenza di IT e OT saranno responsabili dei maggiori grattacapi legati alla cybersecurity e gli attacchi colpiranno anche quei settori considerati al sicuro fino a poco tempo fa, senza distinzioni tra aziende, governi, fabbriche, case e individui.

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Le aziende italiane sono le più colpite dagli attacchi Business Process Compromise

Una ricerca Trend Micro svela che oltre la metà delle aziende ha subito un attacco BPC. Italia prima in Europa 

A cura di Salvatore Marcis Technical Director Trend Micro Italia 

Il 58% delle aziende italiane ha subito un attacco Business Process Compromise. Il nostro Paese è primo in Europa e precede il Regno Unito (55%), la Spagna (54%) e la Francia (51%). Solo gli Stati Uniti fanno meglio, facendo segnare un 63%. Il dato emerge dalla nostra ultima ricerca. Nonostante l’alta incidenza di questo genere di attacchi, il 50% dei responsabili aziendali (49% in Italia) non è però a conoscenza di questo fenomeno e di come impatterebbe il business.

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