Storage e security: l’importanza di archiviare dati sicuri

A cura di Salvatore Marcis Technical Director Trend Micro Italia 

Quando si parla di storage è importante fare una premessa. Oggi non bisogna preoccuparsi solo di proteggere i dati o di sapere dove si trovano, ma è prioritario assicurarsi che i dati che vengono custoditi all’interno degli ambienti storage siano prima di tutto sicuri e liberi da contaminazioni malware, così che possano essere condivisi e risiedere ovunque in maniera affidabile. Questo è l’obiettivo principale di Trend Micro, che analizza tutto quello che viene caricato alla ricerca di malware o vulnerabilità, prima che il file venga salvato all’interno dello storage. C’è quindi un’integrazione nativa con il controller dello storage per analizzare il file a priori, alla ricerca di malware che potrebbero essere contenuti e generare un attacco.

È importante compiere questa operazione quando si mettono a disposizione degli utenti librerie, o aeree di storage sulla rete, dove si possono salvare o scambiare file, per impedire che eventuali malware presenti all’interno di qualche cartella si diffondano.  Ma questo procedimento è ancora più importante se pensiamo al fatto che oggi si utilizzano molto spesso sistemi di cloud storage, come ad esempio Dropbox, Google Drive o One Drive. In questo caso è necessario proteggere l’utente e l’azienda nel momento in cui il file non è gestito da dispositivi aziendali che sono già protetti da malware, vulnerabilità o minacce. L’utente può infatti utilizzare questi servizi anche dal pc di casa, o da un dispositivo mobile che non è disciplinato da alcuna policy di security.

In questo caso, Trend Micro si interfaccia direttamente con l’azienda che eroga il servizio di cloud storage e attraverso una soluzione (Trend Micro Cloud App Security) analizza tutti i file caricati e scambiati dagli utenti all’interno del cloud storage, per verificare se contengono ransomware, malware, vulnerabilità o altre minacce. L’obiettivo in primis è quindi archiviare dati sicuri, per accertarsi che quando un utente li utilizza sia al sicuro, anche nella situazione in cui la macchina o il dispositivo che si utilizza è privato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.