Archivio mensile:Gennaio 2021

Data Privacy Day | Due semplici passaggi per proteggere la privacy della tua famiglia

A cura di Lisa Dolcini, Head of Marketing Trend Micro Italia

All’inizio del 2020, immaginare anche lontanamente una pandemia era impensabile e l’ultimo anno ha cambiato la vita di tutti noi. In questi mesi abbiamo trascorso molto più tempo nelle nostre case per mantenere le nostre famiglie e le nostre comunità al sicuro. Questo periodo ha sicuramente alimentato una generale dipendenza da Internet che ha introdotto nuove criticità.

Fra le problematiche emerse troviamo la salvaguardia della nostra privacy online. La scelta di lavorare o seguire le lezioni scolastiche da casa, fare acquisti online, guardare film in streaming, partecipare a videogiochi online o connettersi con la famiglia e gli amici attraverso i social media o le chat video sono tutte modalità importanti per limitare gli effetti della pandemia. Ciascuna di queste azioni lascia però una traccia digitale delle nostre informazioni personali. Di conseguenza, l’accumulo di dettagli circa il nostro tempo trascorso online è nelle mani di terze parti e scegliere di restare a casa e svolgere molte attività connessi non dovrebbe essere un rischio per la nostra sicurezza.

Proteggere la nostra privacy online in maniera più decisa che mai è un impegno che non possiamo trascurare. 

Meglio agire subito

Il Data Privacy Day si celebra ogni anno il 28 gennaio ed è una giornata dedicata a sensibilizzare le persone sulla consapevolezza relativa ai problemi della privacy online in un mondo sempre più connesso. 

Ecco due cose che puoi fare oggi per proteggere la privacy della tua famiglia.

1 Fai una pulizia digitale. Il più importante proposito per il nuovo anno è pensare a un nuovo inizio con i nostri dispositivi connessi. Come? Eliminando le app, i programmi, le e-mail o i siti Web che non utilizziamo più, limitando il numero di punti di accesso alle informazioni personali. Ecco alcuni suggerimenti: 

  • Controlla tutto ciò che utilizzi per connetterti a Internet e ogni app o programma che utilizzi su di esso. Elimina app o programmi che non utilizzi più.
  • Rimuovi i contatti che non ti servono più dalle tue rubriche.
  • Prendi l’abitudine di rivedere le impostazioni sulla privacy di tutte le app e i siti che usi frequentemente, poiché potrebbero essere cambiati, quindi impostali o reimpostali a secondo delle necessità.
  • Annulla l’iscrizione alle e-mail che non desideri più ricevere.
  • Esegui il backup di file e foto e assicurati che tutti gli aggiornamenti vengano eseguiti regolarmente per i tuoi dispositivi e app.
  • Assicurati che i dispositivi e le app utilizzate dalla tua famiglia abbiano il massimo livello di sicurezza e protezione della privacy.
  • Cambia le tue password e falle più lunghe possibile. Utilizza la verifica in due passaggi (nota anche come autenticazione a più fattori) su qualsiasi gioco o app che la offre.
  • Disattiva il monitoraggio della posizione per la videocamera e per tutte le app che non ne hanno bisogno.

2 Stabilisci buone abitudini sulla privacy. Ogni servizio online gratuito, dai motori di ricerca ai social network, in realtà costa qualcosa: possiamo vedere o trovare tutto ciò che vogliamo online, ma solo se siamo disposti a rinunciare a delle informazioni personali che, a volte, diventano davvero molte. Inoltre, ad alcune di queste cose rinunciamo consapevolmente, come i nostri nomi e indirizzi e-mail e ad altre no, come la nostra posizione o le azioni online. 

Incoraggia la tua famiglia ad avere una mentalità rivolta alla privacy e rendila un’abilità da praticare ogni giorno:

  • Parla ai tuoi figli di Internet come luogo pubblico. Per quanto dovremmo utilizzare le impostazioni sulla privacy per aiutarci a proteggere la nostra, dovremmo presumere che tutto ciò che facciamo, cerchiamo, clicchiamo, guardiamo sia tracciato e possa essere reso pubblico. Comportati online come faresti in pubblico.
  • Incoraggia i tuoi figli a cercare le impostazioni sulla privacy nelle app e nei giochi che amano utilizzare. Aiutali a imparare a proteggere la loro privacy ogni volta che è possibile.
  • Discuti di ciò che tu come famiglia apprezzi in termini di privacy e incoraggia i tuoi figli a rispettare quella degli altri. Non pubblicare o condividere informazioni su altre persone online senza prima averle verificate. Se non sei sicuro, è meglio non condividere.
  • Se i tuoi figli frequentano la scuola in un ambiente remoto, assicurati di aver compreso la politica degli insegnanti sull’accensione delle videocamere. Se non è necessario, è il modo migliore per proteggere la privacy della tua vita domestica. Se è necessario avere le telecamere accese, assicurati che tuo figlio si trovi in ​​un luogo che non rinunci troppo alla privacy personale della famiglia. Oppure parla con l’insegnante delle opzioni alternative.

La privacy online non ha prezzo e dobbiamo aiutare i nostri figli e noi stessi a proteggerla a tutti i costi. Sebbene una parte della responsabilità di ciò ricada sui creatori dei dispositivi, delle app e dei servizi online che amiamo, delle nostre scuole e dei nostri funzionari governativi, il modo migliore per aiutare ogni persona a essere un forte tutore della propria privacy online è esserlo noi stessi in prima persona. Ricordiamoci sempre che proteggere la privacy online della nostra famiglia non è come accendere la luce. Non basta premere un pulsate, ma è necessario coltivare una serie di buone abitudini che devono essere praticate sempre.

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Cybersecurity 2021: attacco all’home office

Trend Micro presenta le previsioni sulle minacce IT che colpiranno quest’anno. La sicurezza dell’home office, la user education e l’utilizzo di tecnologie XDR i punti critici

A cura di Lisa Dolcini, Head of Marketing Trend Micro Italia

I prossimi mesi saranno caratterizzati da una nuova ondata di attacchi che colpiranno i software utilizzati per il lavoro da remoto e i sistemi cloud. Le reti domestiche, in particolar modo, verranno utilizzate dai cybercriminali come teste di ponte per compromettere le infrastrutture aziendali e IoT. Il dato emerge dal report Trend Micro sulle minacce informatiche che caratterizzeranno l’anno in corso, dal titolo “Turning the tideLa marea è salita, è ora di invertire la tendenza

 Stiamo muovendo i primi passi nel mondo post pandemia, ma molte aziende continueranno a mantenere pratiche di lavoro da remoto che faranno aumentare gli attacchi alle reti e ai dati aziendali. I team di security dovranno raddoppiare gli sforzi per quanto riguarda la formazione degli utenti e l’adozione di controlli estesi di rilevamento e risposta, oltre a una verifica degli accessi adattiva. Nel 2020 è stata gestita l’emergenza e l’urgenza, ora le aziende devono pensare a implementare una cloud security integrata come fondamento della propria strategia di difesa. 

Lo studio indica che gli utenti che hanno un accesso regolare ai dati sensibili, sono più a rischio. Ad esempio, i professionisti HR che trattano dati personali o i direttori vendite che custodiscono le informazioni dei clienti. Gli attacchi potrebbero sfruttare vulnerabilità conosciute all’interno dei software di collaborazione online, ma questo una volta rese pubbliche, piuttosto che in modalità zero-days. 

I modelli di business cybercriminali “Access-as-a-service” sono destinati a crescere e prenderanno di mira le reti domestiche dei dipendenti, l’IT corporate e le reti IoT. I team di security dovranno rivedere le policy del lavoro da remoto e le contromisure, per affrontare la complessità degli ambienti ibridi nei quali il lavoro e i dati personali convivono in un unico punto. Si preferirà un approccio zero-trust, per mettere al sicuro una forza lavoro distribuita. 

Le integrazioni di terze parti sono sempre più importanti, per questo Trend Micro avvisa che le API’s esposte diventeranno il nuovo vettore di attacco preferito dai cybercriminali, che avranno così accesso a dati sensibili, codici sorgente e servizi back-end. 

Un’altra area dove le minacce persisteranno è quella dei sistemi cloud, tra utenti inconsapevoli, configurazioni errate e criminali intenti a prendere il controllo dei server cloud per distribuire immagini di container dannose. 

Per affrontare con successo le minacce di quest’anno, Trend Micro raccomanda quindi di favorire la user education e i corsi di formazione, controllare severamente gli accessi alle reti corporate e all’home office, rafforzare le misure di security e i programmi di patch management e migliorare il rilevamento delle minacce, aumentando le competenze in materia di sicurezza così come adottando controlli estesi di rilevamento e risposta (XDR).

Nel dettaglio, queste le previsioni di Trend Micro per il 2021:

  • I cybercriminali utilizzeranno le postazioni di home office come nuovi hub criminali
  • La pandemia di COVID-19 ha dimostrato di essere un terreno fertile per le minacce e le campagne cybercriminali, per questo capovolgerà le priorità di cybersecurity. I principali rischi si registreranno nell’eCommerce, in tutti i settori dove viene impiegata la telemedicina, ma anche nelle strutture sanitarie in generale (furto dati e spionaggio). Le campagne di disinformazione cercheranno inoltre di far cadere gli utenti in truffe
  • Il lavoro da remoto costringerà le organizzazioni a ripensare le infrastrutture di security non più sostenibili e a considerare gli ambienti ibridi
  • L’utilizzo di tecnologie di contact tracing aumenterà l’attenzione dei cybercriminali nei confronti dei dati degli utenti 
  • I cybercriminali sfrutteranno nuove vulnerabilità, rendendo il patching sempre più difficile
  • Le API’s saranno il nuovo vettore di attacco preferito dai cybercriminali per le violazioni aziendali
  • I software enterprise e le applicazioni cloud utilizzati per il lavoro da remoto saranno bersagliati da bug critici

Ulteriori informazioni sono disponibili a questo link

Il report completo è disponibile a questo link 

Cybersecurity: l’Italia è in zona arancione

Trend Micro presenta l’ultima edizione del Cyber Risk Index. L’Italia si trova in un’area a “rischio elevato” di subire attacchi cyber e con basse capacità di reazione

A cura di Lisa Dolcini, Head of Marketing Trend Micro Italia

Le aziende italiane sono considerate a “rischio elevato” di subire un attacco o una violazione e hanno basse capacità di reazione. L’allarme emerge dall’ultimo report “Cyber Risk Index (CRI)” elaborato da Trend Micro in collaborazione con il Ponemon Institute. Lo studio aveva l’obiettivo di approfondire i livelli di rischio legati alla cybersecurity nelle aziende di tutto il mondo e mappare lo scenario attuale attraverso la creazione del Cyber Risk Index (CRI), indicatore che calcolando il divario tra le difese cyber dell’azienda, ovvero la postura di sicurezza, e la possibilità di subire un attacco, è in grado di predire il rischio di subire gravi danni cyber in una determinata area.

Il Cyber Risk Index si basa su una scala numerica che va da “-10” a “10” con il valore “-10” che rappresenta il rischio più alto. La scala di rischio è composta da “rischio basso”, (verde) “rischio moderato” (giallo), “rischio elevato” (arancione) e “rischio alto” (rosso).

Il Cyber Risk Index globale attuale è di “-0,41”, ovvero rischio elevato. L’area con il rischio maggiore è quella degli Stati Uniti, con un Cyber Risk Index di “-1,07”, mentre sia in Europa che in Italia il valore si attesta a “-0,13” indicando un “rischio elevato”. La regione più virtuosa è quella asiatica, con un Cyber Risk Index che misura “-0,02”. Le aziende che si trovano in un’area a “rischio elevato” si caratterizzano per l’alta possibilità di subire una compromissione di dati, una scarsa visibilità delle minacce all’interno delle reti e la mancanza di una procedura di gestione e reazione agli incidenti. Rispetto all’Italia, altri Paesi in Europa sono più virtuosi, come per esempio Germania e UK che hanno un rischio moderato e sono classificate come zona gialla.

A livello globale lo studio ha mostrato che nell’ultimo anno un quarto delle aziende (23%) ha subito almeno sette attacchi cyber e l’83% delle organizzazioni prevede che il trend continuerà.

Tra le minacce esterne che preoccupano di più i ransomware, le tattiche man-in-the-middle, il social engineering e gli attacchi phishing, che rischiano di colpire informazioni aziendali critiche come i dati sui clienti o le informazioni finanziarie.

Ma le organizzazioni temono anche le criticità interne, come il mancato allineamento o protezione delle complesse infrastrutture on-premise e in-cloud, o la mancanza di personale adeguatamente qualificato.

Il Cyber Security Index è oggi una risorsa indispensabile per comprendere la postura di sicurezza della propria infrastruttura e difendersi al meglio dalle attuali minacce cyber. Crediamo che questo indice aiuterà le organizzazioni di tutto il mondo a superare le complessità, mitigare le minacce interne e la carenza di competenze e migliorare la sicurezza del cloud, con l’obiettivo di ridurre al minimo il rischio informatico e affrontare con successo la nuova normalità.

Metodologia e campione dello studio

Il report Cyber Risk Index 2020 è stato sviluppato a partire da una ricerca commissionata da Trend Micro e condotta da Ponemon Institute, che ha compreso quasi 2.800 professionisti e manager IT negli Stati Uniti, in Europa, Italia compresa e nella regione Asia-Pacific.

Ulteriori informazioni sono disponibili a questo link

Il report integrale è disponibile a questo link