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Malware e ransomware: è allarme sanità

Nel 2020 il settore più bersagliato in Italia per quantità di malware e ransomware unici è stato quello della sanità. A seguire il banking e la PA

A cura di Alessandro Fontana Head of Sales Trend Micro Italia

Nel 2020 il settore più bersagliato in Italia per quantità di malware e ransomware unici è stato quello della sanità. A seguire il banking e la PA. Il dato emerge dall’ultimo report di Trend Micro Research, la divisione di Trend Micro specializzata in ricerca&sviluppo e lotta al cybercrime. Per malware unico si intende un singolo programma maligno con caratteristiche proprie. Questa analisi prende dunque in considerazione il numero totale di programmi maligni pensati appositamente per un determinato settore e non il numero totale di volte che sono stati utilizzati per un attacco, numero che ovviamente risulterebbe maggiore.

Nel 2020 sono 20.777 i malware unici e 2.063 i ransomware unici che hanno colpito le strutture sanitarie italiane. Un settore già sotto pressione a causa della criticità e sensibilità dei dati custoditi e che ha dovuto fare i conti con una situazione resa ancora più difficile dal momento sanitario globale. L’esigenza di dover garantire al massimo le prestazioni e l’erogazione dei servizi in un periodo di pandemia ha infatti attratto ancora di più i cybercriminali e costretto le strutture sanitarie ad alzare maggiormente le proprie difese. A seguire, i settori più bersagliati sono stati il banking e il tech per quanto riguarda i malware unici e la PA e i trasporti per i ransomware unici. I numeri alti di malware e ransomware unici indicano che nel 2020 i cybercriminali hanno scelto determinati settori e costruito attacchi su misura, caratterizzati da un’alta targettizzazione e profilazione degli obiettivi.

Il settore della sanità è tra i più bersagliati al mondo per la quantità e la qualità di dati sensibili che custodisce e che ovviamente hanno un grande valore economico. Le minacce più utilizzate negli schemi di attacco sono i malware e i ransomware, veicolati anche attraverso comunicazioni e-mail studiate ad hoc. Le azioni criminali non mirano solo a bloccare i sistemi e magari chiedere un riscatto, ma anche a capitalizzare le informazioni sensibili. É prioritario per le strutture sanitarie prevedere un piano d’azione che includa sia una difesa sul piano tecnologico che un piano formativo del personale in ambito Cyber, per aggiornare costantemente le competenze.

A seguire, i dati dei malware e ransomware unici per tipologia e industry.

Attacchi malware unici in Italia per settore

2020
IndustryCount
Healthcare            20.777
Banking            13.181
Technology            11.984
Government            11.203
Manufacturing              8.865
Utilities              2.279
Transportation              2.050
Financial              1.226
Retail              1.069
Food and beverage                 917
Others 12.229
Unknown 157.363
  243.143

Attacchi ransomware unici in Italia per settore

2020
IndustryCount
Healthcare              2.063
Government                 180
Transportation                 153
Food and beverage                   78
Technology                   48
Manufacturing                   47
Retail                   38
Insurance                   20
Banking                   16
Utilities                   12
Others                   87
Unknown              1.752
               4.494

Ulteriori informazioni sulle soluzioni Trend Micro sono disponibili a questo link

1/4 delle vulnerabilità vendute nel mercato cybercriminale ha più di tre anni

Una nuova ricerca Trend Micro pone l’accento sull’importanza del virtual patching

A cura di Lisa Dolcini, Head of Marketing Trend Micro Italia

ll 22% degli exploit venduti nei forum underground ha più di tre anni. Questo il dato che emerge da “The Rise and Fall of the N-day Exploit Market in Cybercriminal Underground”, l’ultima ricerca Trend Micro. È quindi assolutamente prioritario, per le aziende, focalizzare la propria attenzione e gli sforzi relativi al patching su quelle vulnerabilità che mettono più a rischio l’organizzazione, anche se “vecchie” di diversi anni.

I criminali sono al corrente che le aziende lottano per stabilire le priorità e applicare tempestivamente le patch. La nostra ricerca mostra che i ritardi vengono spesso sfruttati. La validità di una vulnerabilità o di un exploit non è correlata alla disponibilità di una patch, gli exploit più vecchi sono più economici e quindi potrebbero essere più popolari tra i criminali che fanno acquisti nei forum underground. L’applicazione di patch virtuali rimane il modo migliore per mitigare i rischi di minacce note e sconosciute.

Il report rivela diverse curiosità legate alle vulnerabilità e agli exploit legacy, ad esempio:

  • L’exploit più vecchio venduto nell’underground era relativo alla vulnerabilità CVE-2012-0158, un RCE Microsoft
  • La vulnerabilità CVE-2016-5195, nota come exploit della “mucca sporca – dirty cow”, è ancora in corso dopo cinque anni
  • Nel 2020 WannaCry era ancora la famiglia di malware più rilevata e a marzo 2021 erano presenti oltre 700.000 dispositivi vulnerabili in tutto il mondo
  • Il 47% dei criminali informatici ha cercato di prendere di mira i prodotti Microsoft negli ultimi due anni

Il rapporto rivela anche un calo del mercato delle vulnerabilità zero-day e N-day negli ultimi due anni. Questo è dovuto in parte alla popolarità dei programmi di bug bounty, come la Zero Day Initiative di Trend Micro, ma anche all’incremento della modalità Access-as-a-Service come nuova forza nel mercato degli exploit. Un pacchetto Access-as-a-Service ha i vantaggi di un exploit e la maggior parte del lavoro è già stato fatto. I prezzi nell’underground partono da 1.000 USD.

Le diverse tendenze cybercriminali si stanno combinando e questo crea un rischio maggiore per le organizzazioni. Con quasi 50 nuove vulnerabilità scoperte al giorno, la pressione sui team di sicurezza, che si ingegnano per stabilire le priorità e distribuire patch tempestive, non è mai stata così grande. Oggi il tempo medio per avere una patch relativa a una nuova vulnerabilità è di circa 51 giorni. Per colmare questa lacuna nella sicurezza, è fondamentale il virtual patching, basato sulla tecnologia di prevenzione delle intrusioni, che offre un modo semplice per proteggere i sistemi vulnerabili, o a fine ciclo, da minacce note e sconosciute.

Ulteriori informazioni sono disponibili a questo link

Il report “The Rise and Fall of the N-day Exploit Market in Cybercriminal Underground” è disponibile a questo link

Una strategia cloud-first genera un rating del 79% per il canale dedicato alla cybersecurity

Trend Micro conferma la posizione di leadership nella Canalys Global Cybersecurity Channel Matrix

A cura di Gastone Nencini, Country Manager Trend Micro Italia

Siamo felici di annunciare di essere stati nominati “Champion” nella Canalys Global Cybersecurity Leadership Matrix per il secondo anno consecutivo. In seguito a un importante aggiornamento del nostro partner program, abbiamo visto miglioramenti straordinari nel programma di canale, che ha raggiunto una valutazione del 79%.

“Lo status di Champion di Trend Micro dimostra la forza della sua strategia channel-first e l’efficace supporto di partner con diversi modelli di business”. Ha affermato Matthew Ball, Chief Analyst di Canalys. “Trend Micro ha dimostrato di essere un leader e un partner abilitatore nelle principali aree emergenti, inclusa la protezione della migrazione cloud e la hybrid security, tramite i marketplace cloud“.

Canalys colloca Trend Micro al secondo posto nel quadrante, con le migliori metriche per quanto riguarda i partner che si contraddistinguono per “velocità dei prezzi e competitività” (82%) e “impegno nei confronti dei partner di canale” (80%).

Canalys sottolinea gli eccezionali progressi di Trend Micro in numerose aree chiave:

  • A dicembre 2020, il 53% dei partner aveva venduto prodotti SaaS, di cui oltre il 30% era passato a un modello SaaS-only
  • 28% di crescita anno su anno nell’area MSP, grazie alla campagna Hello MSP e all’offerta Vision One (SOCaaS)
  • 9% di nuovi clienti in più grazie ai partner, rispetto all’anno precedente. Crescita nel fatturato dell’8%
  • Oltre 25.000 partner attivi
  • La forza di una piattaforma cloud-first


In Trend Micro sappiamo che la nostra leadership nel cloud è più forte quando i partner fanno parte dell’ecosistema. Ecco perché ci impegniamo così tanto per aggiornare il nostro programma e per raddoppiare le attività di canale cloud-first. Siamo molto soddisfatti che un’altra analisi indipendente sulle nostre prestazioni elogi così tanto l’impegno continuo che abbiamo nei confronti dei partner.

Annunciato nell’aprile 2021, il principale aggiornamento del programma di canale Trend Micro offre più risorse di servizi cloud ai partner e premia i successi del cloud-first con sconti aggiuntivi. “Trend Micro è leader nell’assicurare la protezione dei workload cloud dei clienti tramite i partner”. Ha affermato Canalys. “Ha semplificato l’approvvigionamento e la distribuzione tramite i marketplace cloud ed è stato il primo fornitore di sicurezza indipendente a consentire il costo a consumo per i clienti su AWS Marketplace”.

Più recentemente, abbiamo annunciato una nuova piattaforma di servizi per supportare la crescita continua dei partner durante la pandemia. Questa include nuovi servizi:

  • Partner Mobile App: lanciata in ottobre e con oltre 1.300 download a Q1 2021
  • Marketing Central: Una piattaforma di contenuti per le campagne che ha generato un aumento del 55% dei download di documenti di vendita rispetto al 2019, e circa 7.000 download di contenuti di vendita e marketing nel primo trimestre del 2021
  • Demo Cloud / Product Cloud: una funzionalità basata su cloud che consente ai partner di provare le soluzioni Trend Micro e invitare i clienti a testarle, uno strumento avvincente per la generazione di lead. I partner hanno eseguito oltre 20.000 demo istantanee nel 2020, continuando la lead generation durante la pandemia
  • Un portale per i partner rinnovato: gli accessi unici dei partner sono cresciuti del 143% nel 2020, rispetto al 2019, e del 76% nel primo trimestre del 2021


Ulteriori informazioni sul partner program Trend Micro sono disponibili a questo link

Sistemi di controllo industriali: è allarme ransomware

Nuova ricerca Trend Micro, che coinvolge anche l’Italia, sugli ambienti industriali

A cura di Gastone Nencini, Country Manager Trend Micro Italia

In tutto il mondo, Italia compresa, le industrie sono a rischio di subire blocchi della produzione e furti di dati sensibili a causa di attacchi ransomware. Il dato emerge da “2020 Report on Threats Affecting ICS”, l’ultima ricerca Trend Micro.

I sistemi di controllo industriali sono molto difficili da proteggere e il rischio è di avere numerose lacune di security pronte a essere sfruttate dai cybercriminali. Alcuni governi, come quello degli Stati Uniti, equiparano oggi la gravità di un attacco ransomware e di uno terroristico, anche questo dovrebbe convincere i proprietari di aziende nei mercati industriali a mettere la security in cima alla lista delle priorità e a rifocalizzare gli sforzi di sicurezza.

I sistemi di controllo industriali (ICS) sono elementi cruciali all’interno di industrie, fabbriche e impianti e sono utilizzati per il monitoraggio dei processi industriali nelle reti IT-OT. Un ransomware che riesce a penetrare questi sistemi è in grado di bloccare le operazioni per giorni e di entrare in possesso di dati critici, come progetti, programmi, invenzioni e brevetti.

La ricerca Trend Micro svela che i ransomware più pericolosi per le industrie, e che insieme hanno raggiunto più della metà delle infezioni nel 2020, sono Ryuk (20% di attacchi), Nefilim (14,6%), Sodinokibi (13,5%) e LockBit (10,4%).

Il report inoltre rivela:

  • I cybercriminali utilizzano gli endpoint ICS per il mining di criptovalute, sfruttando sistemi operativi senza patch che sono ancora vulnerabili a EternalBlue
  • Alcune varianti di Conficker si stanno diffondendo all’interno di endpoint ICS che utilizzano nuovi sistemi operativi, attraverso attacchi di “forza bruta”  ai privilegi degli amministratori
  • Alcuni vecchi malware come Autorun, Gamarue e Palevo, sono ancora presenti nelle reti IT-OT e si diffondono attraverso i dispositivi rimovibili

Lo studio di Trend Micro pone l’accento sull’urgenza di una cooperazione più stretta tra i team IT e OT, per identificare i sistemi chiave e le dipendenze, come ad esempio la compatibilità con i sistemi operativi e i requisiti di up-time, con l’obiettivo di sviluppare strategie di security più efficaci.

Trend Micro raccomanda le seguenti misure:

  • Implementare un patching veloce è vitale. Nel caso non sia possibile, si può considerare la segmentazione della rete o il virtual patching, come quello offerto da Trend Micro
  • Affrontare i ransomware in seguito a un’intrusione mitigando le cause dell’infezione alla radice, attraverso software di application control e strumenti di rilevamento e risposta, per pulire le reti in base agli indicatori di compromissione
  • Limitare le condivisioni di rete e rinforzare l’utilizzo di combinazioni username/password forti, per prevenire gli accessi non autorizzati attraverso la forzatura di credenziali
  • Utilizzare un IDS o un IPS per sondare i comportamenti normali di rete e identificare attività sospette
  • Scansionare gli endpoint ICS in ambienti air gap, utilizzando strumenti indipendenti
  • Stabilire punti di scansione malware all’interno dei dispositivi USB, e verificare gli strumenti utilizzati per trasferire dati tra endpoint in ambienti air gap
  • Applicare il principio del privilegio minimo agli amministratori e agli operatori delle reti OT

Ulteriori informazioni sono disponibili a questo link

Il report “2020 Report on Threats Affecting ICS” è disponibile a questo link

Perché gli analisti SecOps lottano per sopravvivere

A cura di Salvatore Marcis, Technical Director Trend Micro Italia

Le violazioni sono inevitabili, ma è il modo in cui si reagisce che fa la differenza. Questa filosofia è stata adottata da anni dalle organizzazioni più mature al mondo nel campo della sicurezza informatica. Eppure solo di recente questo approccio si è diffuso nella maggior parte delle imprese. Ciò ha portato a una nuova attenzione sul processo di rilevamento e risposta alle minacce, grazie alla creazione dei Security Operations Center (SOC). Rispetto alla teoria però, la realtà può essere molto diversa. Senza gli strumenti giusti, gli analisti SecOps, sia interni che esterni al SOC, possono trovarsi sotto una pressione estrema che influisce sulla produttività, sulla soddisfazione sul lavoro e sulla condizione mentale. La risposta a questo problema non passa solo dalla tecnologia, ma anche attraverso l’investimento in una piattaforma in grado di aiutare gli analisti a dare la giusta priorità agli avvisi in modo efficace. Quest’ultimo può essere un ottimo punto di partenza.

Oltre la difesa del perimetro della rete aziendale

Le tecniche di attacco moderne e furtive hanno reso il tradizionale approccio “castello e fossato” in gran parte insostenibile. Non è efficace concentrare tutti gli strumenti di sicurezza informatica in possesso nella difesa del perimetro della rete aziendale, quando i malintenzionati possono entrare abbastanza facilmente, tramite  phishing e credenziali trafugate. Basta dare uno sguardo superficiale ad alcuni dei più popolari marketplace del dark web per capire che ottenere tali accessi è facile, oggi più che mai. Una volta dentro, gli stessi cybercriminali usano strumenti come Cobalt Strike, PSExec e Mimikatz per rimanere sotto i radar, spostandosi al tempo stesso lateralmente, rendendo ancora più difficile il loro rilevamento.

Il vecchio modello di sicurezza perimetrale è ormai superato, perché il perimetro stesso, come già noto, è scomparso da tempo. Oggi comprende un ambiente distribuito di endpoint in remoto, app e infrastrutture cloud, dispositivi IoT e molto altro ancora. È fluido e si estende ben oltre i confini della rete aziendale tradizionale. La negligenza, o poca consapevolezza, dei dipendenti è inoltre un altro pericoloso fattore di rischio. Soprattutto oggi che il personale lavora da remoto, su dispositivi potenzialmente insicuri che condividono con altri membri della famiglia. Distrazioni e comportamenti rischiosi a casa rendono più probabile la possibilità che i dati di accesso aziendali finiscano per essere venduti sul dark web.

Sommersi dagli allarmi

Tutto ciò ha posto un’attenzione molto maggiore sui processi di rilevamento e risposta alle minacce aziendali e sul lavoro svolto da parte degli operatori di sicurezza. Ma sia che tu stia gestendo un SOC o gestendo un team di analisti all’interno di un tradizionale reparto di sicurezza IT, c’è un problema. Le organizzazioni hanno accumulato un gran numero di strumenti di sicurezza negli ultimi anni. La sfida è che tutte queste soluzioni emettono allarmi in grandi quantità e su base giornaliera. I SIEM non sempre fanno il loro lavoro per trovare l’ago in questo pagliaio, a meno che non vengano messi a punto regolarmente ed in maniera continuativa nel tempo da esperti.

Il risultato è un sovraccarico degli avvisi e una nuova ricerca  Trend Micro indica che ciò sta causando seri problemi per i Team SecOps. Abbiamo intervistato oltre 2.300 responsabili di  IT security in 21 Paesi, in organizzazioni di tutte le dimensioni e abbiamo scoperto che oltre la metà (51%) ritiene che i propri team siano sommersi dagli allarmi. La percentuale aumenta maggiormente per chi opera in settori come quello immobiliare (70%), legale (69%), hospitality (65%) e retail (61%).

Il 55% ha ammesso di non essere sicuro circa le capacità di stabilire le priorità o di rispondere a questi allarmi. Ciò significa che alcuni di questi passeranno accidentalmente senza essere adeguatamente indagati (falsi negativi). Molti altri saranno analizzati nonostante siano un falso allarme, facendo perdere tempo agli analisti. In media, più di un quarto (27%) del tempo dei team SecOps è dedicato alla gestione di questi falsi positivi.

SecOps sotto pressione

Sfortunatamente, questo sta avendo anche un grave impatto sul benessere degli analisti. Circa il 70% degli intervistati riferisce di sentirsi emotivamente influenzato dal proprio lavoro. Molti non riescono a rilassarsi a causa dello stress e dell’impossibilità di staccare la spina, diventando irritabili con amici e familiari quando finalmente riescono a ottenere un po’ di tempo libero.

Molti altri hanno affermato che la pressione li ha portati a disattivare del tutto gli avvisi, ad allontanarsi dal proprio computer sentendosi sopraffatti dal volume di alert ricevuti o addirittura a ignorare completamente gli avvisi. Inutile sottolineare che questo tipo di comportamento rende molto più probabili le possibilità di una violazione irreparabile. Con il moderno ransomware c’è il rischio sia di interruzioni del servizio paralizzanti, che di furto di dati regolamentati dal GDPR, con conseguenti maggiori controlli e potenziali multe. Anche il pagamento del riscatto non è una garanzia che il rischio sia stato affrontato. La ricerca evidenzia che i gruppi di hacker hanno sempre più probabilità di rompere la loro promessa di non diffondere i dati rubati, anche una volta che la vittima in questione li ha pagati.

Un approccio migliore

Qual è allora la soluzione al problema? I team SecOps possono avere molti strumenti di sicurezza, ma l’unica cosa che in molti dimenticano è una piattaforma in grado di stabilire le priorità e correlare gli avvisi su più livelli dell’infrastruttura IT. In questo modo su e-mail, reti, server cloud ed endpoint, possono lavorare in modo più produttivo, concentrandosi sui segnali che contano e filtrando i pericoli.

I risultati potrebbero essere determinanti e dare la possibilità di  intercettare le minacce più velocemente, prima che abbiano la possibilità di avere un impatto sull’organizzazione. Non solo, ma una volta affrontato il problema del sovraccarico degli avvisi, gli analisti SecOps possono lavorare in modo più produttivo, con livelli di stress inferiori, il personale è più felice e ha meno probabilità di cambiare azienda. Altrettanto importante è l’idea di una sicurezza proattiva come fattore abilitante. Con la speranza che le violazioni gravi possono essere individuate e risolte rapidamente, i leader aziendali potranno investire in nuove iniziative digitali per guidare l’innovazione e la crescita. Questo è esattamente ciò di cui le aziende hanno bisogno, se vogliono pianificare un percorso di ripresa post-pandemia.

La Zero Day Initiative di Trend Micro è la migliore al mondo nella scoperta di vulnerabilità

Uno studio indipendente di Omdia rivela che la ZDI nel 2020 ha scoperto il 60,5% dei bug

A cura di Salvatore Marcis, Technical Director Trend Micro Italia

Siamo felici di annunciare che la Zero Day Initiative (ZDI) ha scoperto il 60,5% delle vulnerabilità del 2020, secondo l’ultimo studio di Omdia, dal titolo “Quantifying the Public Vulnerability Market: 2021 Edition”, che ha coinvolto 11 aziende di security di livello mondiale. La ZDI mantiene così la posizione di programma indipendente per la scoperta di vulnerabilità più grande al mondo, per il tredicesimo anno di fila. La ZDI ha registrato il maggior numero di scoperte di vulnerabilità a tutti i livelli di gravità, con il 77% delle divulgazioni di livello critico o di alta gravità.

Come i recenti eventi relativi a Microsoft Exchange Server hanno evidenziato, le vulnerabilità sono cruciali per chi combatte il cybercrime in prima linea. Trend Micro continua a impegnarsi per incentivare i ricercatori a trovare e divulgare in modo responsabile i bug. Di questo beneficiano gli utenti di tutto il mondo e in particolare i clienti Trend Micro TippingPoint, che sono protetti in media per 81 giorni prima che l’azienda colpita da una vulnerabilità rilasci una patch.

Omdia ha valutato 1.365 vulnerabilità uniche e verificate, scoperte nel 2020 e rivendicate dalle 11 aziende esaminate. Di queste, ZDI ne ha rilevate 825, tre volte di più rispetto al vendor in seconda posizione, che ne ha rivelate 242. La ZDI ha aumentato la sua copertura del mercato dell’8,2% rispetto all’anno precedente, rafforzando ulteriormente la sua posizione di leader del settore. Lo studio ha anche riconosciuto il programma ZDI Research Rewards, simile ai programmi frequent flyer, che consente ai ricercatori di guadagnare maggiori premi e bonus continuando a lavorare con la ZDI.

“Il numero delle vulnerabilità scoperte da tutti i ricercatori indipendenti ammonta a meno della metà di quelle rivelate da Trend Micro”. Ha affermato Tanner Johnson, analista principale di Omdia. “La ZDI si concentra sulle vulnerabilità in una vasta gamma di settori, con gran parte dei propri sforzi rivolti alle vulnerabilità nei software di rete e PDF, fondamentali per la sicurezza aziendale”.

Fondata nel 2005, la ZDI di Trend Micro è stata pioniere nel mercato della divulgazione responsabile delle vulnerabilità, con un meccanismo di premi per incentivare i ricercatori. A oggi, il programma ha segnalato più di 7.500 vulnerabilità ai fornitori interessati. Oltre 10.000 ricercatori in tutto il mondo hanno ricevuto più di $25 milioni in premi.

Il report di Omdia “Quantifying the Public Vulnerability Market: 2021 Edition” è disponibile al seguente link

Trend Micro influenza il futuro della cloud security con MITRE ATT&CK® for Containers

Nuovi framework aiutano le aziende a costruire e distribuire ambienti container sicuri

A cura di Salvatore Marcis, Technical Director Trend Micro Italia

Siamo orgogliosi di aver contribuito, attraverso le nostre ricerche, allo sviluppo di un nuovo framework per i container da parte di MITRE. L’intelligence sulle minacce di Trend Micro ha contribuito in maniera decisiva allo sviluppo di ATT&CK for Containers. Trend Micro ha collaborato con MITRE, fornendo anni di ricerche, per creare input basati su prove reali che sono stati utilizzati per il framework.

“Trend Micro è stata una delle aziende che ha risposto al nostro appello quando abbiamo cominciato a sviluppare ATT&CK for Containers attraverso il Center for Threat-Informed Defense” Ha affermato Jen Burns, lead cybersecurity engineer at MITRE. “Il nostro obiettivo è aiutare le aziende a rimanere protette utilizzando le knowledge bases, ad esempio ATT&CK, come un linguaggio comune. Le realtà che hanno esperienza negli attacchi del mondo reale, come Trend Micro, aiutano la nostra community dedicata alla security a raggiungere gli obiettivi”.

Trend Micro ha fornito prove di attacchi reali per supportare sette tecniche MITRE. Due di queste sono nuove e uniche per ATT&CK for Containers. Le aziende possono utilizzare queste tecniche per comprendere al meglio come gli attaccanti prendano di mira gli ambienti container e come proteggersi dalle minacce.

È stato un privilegio supportare MITRE nello sviluppo del nuovo framework per container. La vasta community di ricerca all’interno di Trend Micro è focalizzata nel proteggere le organizzazioni e il mondo digitale dalle minacce presenti e future. Abbiamo visto i container come un’opportunità in crescita per i cybercriminali già diversi anni fa e abbiamo lavorato duramente per affrontare le minacce. Collaborazioni come questa con MITRE, conferiscono al nostro lavoro un’importanza più ampia e siamo felici di sostenere i loro sforzi.

Trend Micro Cloud One – Container Security si basa sulla grande esperienza e conoscenza dell’azienda nel proteggere le organizzazioni. È uno strumento progettato per facilitare la sicurezza dei workflow relativi alla creazione, sviluppo ed esecuzione dei container e allo stesso tempo aiutare gli sviluppatori ad accelerare l’innovazione e minimizzare le interruzioni in questi ambienti.

Ulteriori informazioni sulle soluzioni Trend Micro per i container sono disponibili a questo link

Industry 4.0: un attacco cyber mette KO la produzione per giorni

La mancanza di collaborazione tra IT e OT frena i progetti di security

A cura di Gastone Nencini, Country Manager Trend Micro Italia

Il 61% delle aziende manifatturiere ha subito un attacco informatico e lotta per implementare la tecnologia necessaria a gestire in maniera efficace i rischi cyber. Inoltre, il 75% delle aziende che ha subito un attacco ha dovuto affrontare un blocco della produzione e per il 43% questa interruzione è durata più di quattro giorni.

I dati emergono dalla nostra ultima ricerca, “The State of Industrial Cybersecurity: Converging IT and OT with People, Process, and Technology”.

Le industrie manifatturiere di tutto il mondo stanno raddoppiando gli sforzi di trasformazione digitale, per migliorare significativamente le proprie smart factory. La mancanza di una piena consapevolezza della security negli ambienti OT e le divergenze con le conoscenze IT creano però un disequilibrio tra i processi, le tecnologie e le persone, che concede un vantaggio ai cybercriminali. Per questa ragione Trend Micro ha integrato l’intelligence IT con quella OT e offre una soluzione integrata che garantisce maggior controllo e visibilità sull’infrastruttura.

Lo studio afferma che la tecnologia è vista come la sfida maggiore di cybersecurity per il 78% del campione, a seguire le persone (68%) e i processi (67%). Meno della metà delle aziende ha però affermato di aver iniziato un percorso tecnologico per migliorare la sicurezza.

Tra le misure di cybersecurity meno implementate, le capacità di asset visualization (40%) e segmentazione (39%), a testimonianza di come siano le più tecnicamente critiche da adottare. Le aziende con un alto grado di collaborazione IT-OT hanno dimostrato di essere più inclini a sviluppare misure di cybersecurity rispetto alle altre e questo si riflette nei dati relativi all’utilizzo di firewall (66% vs. 47%), di capacità IPS (62% vs. 46%) o di segmentazione della rete (54% vs. 37%). Per quando riguarda le novità organizzative, alcune organizzazioni hanno nominato un Chief Security Officer (CSO).

Trend Micro raccomanda un approccio in tre punti per mettere al sicuro le smart factory:

  • Prevenire, riducendo i rischi di intrusione nei punti fondamentali dove vengono scambiati i dati, come ad esempio la rete o le aree DMZ. Questi rischi potrebbero includere chiavette USB, laptop esterni o gateway IoT
  • Rilevare, identificando comportamenti anomali nella rete come le comunicazioni C&C o tentativi multipli e falliti di log-in. Prima si riesce a rilevare l’attacco, prima si ferma la minaccia con un impatto minimo
  • Persistere, è cruciale difendere le smart factory da qualsiasi tipo di minaccia che sia sfuggita ai livelli di prevenzione e rilevamento. Le soluzioni Trend Micro TXOne Network per la sicurezza delle reti e degli endpoint industriali, sono progettate appositamente per gli ambienti OT. Sono in grado di funzionare a una vasta gamma di temperature e hanno il minimo impatto sulle prestazioni

Ulteriori informazioni sulla ricerca sono disponibili a questo link

Ulteriori informazioni sulle soluzioni Trend Micro per le smart factory sono disponibili a questo link

Trend Micro ottiene il riconoscimento MITRE Engenuity ATT&CK® per l’eccezionale capacità di protezione dagli attacchi

La piattaforma di rilevamento e risposta di Trend Micro ha dato prova delle sue capacità nelle diverse simulazioni

A cura di Salvatore Marcis, Technical Director Trend Micro Italia

Siamo felici di annunciare di aver ottenuto risultati eccellenti nell’ultima ATT&CK Evaluation a cura di MITRE Engenuity. La piattaforma Trend Micro Vision One ha infatti rilevato il 96% degli attacchi all’interno di una simulazione che imitava il comportamento di due famigerati gruppi APT.

Diversamente dalle organizzazioni che verificano l’abilità di un prodotto nel rilevare e prevenire i tipi di malware, MITRE Engenuity’s ATT&CK Evaluation valuta la capacità di rilevare gli attacchi mirati sfruttando i comportamenti conosciuti dell’avversario. Nelle simulazioni di quest’anno, MITRE Engenuity si è focalizzata sulle tecniche associate a noti gruppi come Carbanak e FIN7.

Parte della security è trovare gli strumenti che vengono utilizzati in un attacco: MITRE Engenuity aggiunge la capacità di riconoscere le tecniche utilizzate da un attaccante, a prescindere da quali strumenti vengono utilizzati. Abbiamo ottenuto il 96% di visibilità ed è un grande risultato, specialmente se consideriamo che il test riproduceva le tecniche utilizzate da due gruppi cybercriminali tra i più capaci. Il framework MITRE ATT&CK è complesso, come gli attacchi che permette di modellare. Utilizzare il framework ATT&CK non solo in situazioni di test ma tutti i giorni, è quello che può aiutare i SOC a rispondere alle minacce, per questo lo abbiamo integrato nei nostri prodotti.


Il test di quest’anno ha incluso la simulazione di due violazioni, una a un hotel e l’altra a una banca, utilizzando tattiche APT come l’elevazione dei privilegi, il furto delle credenziali, i movimenti laterali e l’esfiltrazione dei dati.

Trend Micro Vision One ha ottenuto i seguenti risultati:

  • Ha formito il 96% di copertura dell’attacco, con una visibilità di 167 dei 174 passi dell’attacco. Questa ampia visibilità permette alle aziende di avere un quadro completo dell’attacco e rispondere più velocemente
  • Il 100% degli attacchi rivolti a Linux è stato identificato, compresi i 14 momenti diversi dell’attacco. Dato importante se consideriamo il grande utilizzo di questo sistema operativo
  • La piattaforma Trend Micro Vision One ha identificato 139 punti di telemetria, per fornire una visibilità efficace della minaccia e comprendere e investigare al meglio l’attacco
  • Il 90% degli attacchi è stato bloccato attraverso un rilevamento e risposta automatizzati, proprio all’inizio di ogni test. Azioni tempestive liberano risorse velocemente, permettendo ai team di focalizzarsi su criticità più importanti

Trend Micro Vision One permette alle aziende di vedere meglio e rispondere più velocemente, correlando automaticamente i dati di telemetria relativi a email, endpoint, server, workload cloud e reti, per rendere il rilevamento e la risposta ancora più veloci.

Le prestazioni, rispetto alle tecniche utilizzate da due dei più formidabili gruppi cybercriminali del mondo, dimostrano il valore nel rilevamento e nella risposta alle minacce e nella capacità di ridurre il rischio informatico.

Il framework MITRE ATT&CK aiuta l’industria a definire e standardizzare come descrivere le tecniche di attacco informatico, offrendo alle organizzazioni un linguaggio comune e regolarmente aggiornato per valutare il rilevamento e la risposta nel modo più efficiente possibile.

La forte prestazione di quest’anno nella valutazione MITRE Engenuity ATT&CK è la seconda consecutiva per Trend Micro, le cui capacità sono state impressionanti anche nei test del 2020.

Il report completo MITRE Engenuity ATT&CK Evaluation è disponibile a questo link

Italia quarta al mondo per attacchi malware

Anche il 2021 inizia sotto il segno dei cybercriminali, l’Italia a febbraio è il quarto Paese più colpito dai malware. A gennaio era in quinta posizione

A cura di Lisa Dolcini, Head of Marketing Trend Micro Italia

I cybercriminali non si sono presi una pausa nei confronti dell’Italia e i numeri in crescita degli ultimi mesi lo confermano. Il Paese, a livello globale, era già settimo per numero di attacchi malware nel 2020, ma a gennaio 2021 era salito in quinta posizione. A febbraio consolida ulteriormente il trend negativo attestandosi al quarto posto, preceduto solamente da Giappone, Stati Uniti e India.

Il dato emerge dall’ultimo report di Trend Micro Research, la divisione di Trend Micro, leader globale di cybersecurity, specializzata in ricerca&sviluppo e lotta al cybercrime.

I malware che hanno colpito l’Italia a febbraio sono stati 4.643.540. La top five dei Paesi più attaccati è guidata dal Giappone (27.599.476), seguito da Stati Uniti (21.476.151) e India (4.988.024). Quinta la Germania con 3.919.174 attacchi.

La famiglia di malware più rilevata a febbraio in Italia, a livello business, è stata quella di DOWNAD, mentre i consumatori sono stati colpiti maggiormente da DRIDEX, malware specializzato nel sottrarre le credenziali bancarie. I settori più colpiti sono stati il manifatturiero, la sanità e la PA.

I dati sono frutto delle analisi della Smart Protection Network, la rete di intelligence globale di Trend Micro che individua e analizza le minacce e aggiorna costantemente il database online relativo agli incidenti cyber, per bloccare gli attacchi in tempo reale grazie alla migliore tecnologia disponibile sul mercato. La Smart Protection Network è costituita da oltre 250 milioni di sensori e blocca una media di 65 miliardi di minacce all’anno.

A febbraio 2021 la Smart Protection Network di Trend Micro ha gestito 422 miliardi di query e fermato 6,2 miliardi di minacce, di cui circa il 90% arrivava via e-mail.

Ulteriori informazioni sulla Trend Micro Smart Protection Network sono disponibili a questo link