Archivi categoria: Sicurezza informatica

Trend Micro sostiene #STEMintheCity

Il supporto avviene nel contesto della manifestazione con Conta fino a 3!”, la campagna digitale che mostra le pratiche corrette di navigazione e di utilizzo del web

A cura di Lisa Dolcini, Marketing Manager Trend Micro Italia

Trend Micro supporta #STEMintheCity, l’iniziativa promossa dal Comune di Milano per diffondere la cultura delle STEM e rimuovere gli stereotipi culturali che allontanano le ragazze dai percorsi di studio nelle materie tecnico-scientifiche. La manifestazione, in collaborazione con importanti realtà del settore pubblico e privato e il sostegno delle Nazioni Unite, quest’anno a causa della delicata situazione sanitaria globale assume una forma completamente digitale. Esce così dal perimetro cittadino per diventare STEMintheCity for Italy, una ricca piattaforma in grado di offrire gratuitamente contenuti formativi, risorse on-demand e in streaming a partire dalla data di avvio della Maratona del 27 aprile.

Trend Micro interviene nel contesto della manifestazione con “Conta fino a 3!”, la campagna digitale rivolta principalmente a genitori e ragazzi, che mostra quali sono le pratiche corrette di navigazione e di utilizzo del web da adottare per utilizzare in maniera consapevole internet, i social media e, più in generale, i moderni dispositivi tecnologici.

“Conta fino a 3!” è una campagna che si articola in 5 video pillole realizzate come animazione da noti graphic novelist. I protagonisti sono due bambini, Alice e Tommy, che mentre utilizzano un dispositivo tecnologico nelle varie attività del proprio quotidiano, si trovano davanti a un bivio che potrebbe condurli a una situazione di pericolo. Una voce fuori campo avvisa di “Contare fino a 3” e riflettere, prima di scegliere come comportarsi, e di rivolgersi anche a un adulto ogni volta che si ha un dubbio. Perché alla fine, ed è il messaggio della campagna, quello che conta davvero è parlare e discutere di queste situazioni, per riuscire a gestirle nella maniera corretta.

Trend Micro è da sempre molto attenta nel formare i cittadini digitali del futuro. Crediamo che in un mondo sempre più digitale sia importante coltivare sia le competenze tecniche ma anche quelle culturali e per questo siamo molto soddisfatti di supportare una manifestazione come #STEMintheCity, con la quale condividiamo gli stessi valori e obiettivi educativi.

La campagna “Conta fino a 3!” si inserisce all’interno del progetto globale di volontariato di Trend Micro, Internet Safety For Kids And Family, che l’azienda promuove in tutto il mondo per fornire ai ragazzi, alle famiglie e agli insegnanti gli strumenti necessari per essere cittadini digitali consapevoli, utilizzare in modo informato la rete Internet e renderla un luogo sicuro per i minori, proteggendoli dai rischi e dalle minacce a cui possono andare incontro durante la navigazione. In Italia, Trend Micro partecipa attivamente a incontri formativi contro il cyber bullismo nelle scuole.

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Trend Micro è “Google Cloud Technology Partner” dell’anno

Il riconoscimento conferma ulteriormente la leadership di Trend Micro nella cloud security

A cura di Alessandro Fontana Head of Sales Trend Micro Italia

Siamo felici di annunciare di essere stati riconosciuti da Google come partner tecnologico dell’anno 2019, per quanto riguarda la security di Google Cloud. Questo riconoscimento conferma ulteriormente la leadership di Trend Micro nella cloud security.

“È un piacere riconoscere Trend Micro come nostro Technology Partner of the Year per la Security”. Ha affermato Kevin Ichhpurani, corporate vice president, global ecosystem at Google Cloud. “Le organizzazioni che utilizzano Trend Micro Cloud One all’interno di Google Cloud possono beneficiare di una piattaforma unica che mantiene sotto controllo i container, i workload, le reti e lo storage, sfruttando al contempo l’infrastruttura globale ed elastica di Google Cloud.”

I clienti Google Cloud che hanno scelto Trend Micro si avvalgono di uno stack completo che include l’integrazione tra l’infrastruttura e la security e che permette di soddisfare le esigenze di sicurezza e governance.

Trend Micro ha recentemente semplificato la cloud security lanciando Cloud One, una single service platform che riunisce la sicurezza dei workload, la scansione e la protezione runtime dell’immagine dei container, l’application security, la network security, la protezione dello storage e il cloud security posture management (CSPM).

I nostri clienti in tutto il mondo sfruttano Google Cloud beneficiando del controllo fornito da Cloud One. Essere selezionati come Google Cloud Technology Partner dell’anno per la security è un grande riconoscimento, specialmente in un mercato cloud sempre più in crescita e dove la maggior parte dei security vendor non hanno un portfolio per la cloud security moderno e integrato che sia capace di una protezione continua delle applicazioni. Non potremmo essere più orgogliosi e non vediamo l’ora di sorprendere i nostri clienti con le altre innovazioni che abbiamo in mente per Google Cloud.

Ulteriori informazioni su Google Cloud e la security di Trend Micro sono disponibili a questo link

Trend Micro in collaborazione con Citrix mette al sicuro il lavoro da remoto

La collaborazione tra i due vendor sarà presentata in occasione di un webinar che si svolgerà il 30 aprile

A cura di Alessandro Fontana Head of Sales Trend Micro Italia

Nelle ultime settimane, a causa della delicata emergenza sanitaria nella quale ci troviamo, il lavoro da remoto è diventato un’esigenza fondamentale per le aziende. Insieme a Citrix, leader nella realizzazione di workspace digitali sicuri, abbiamo intrapreso una collaborazione per mettere al sicuro questa pratica e consentire alle aziende di continuare a svolgere regolarmente il proprio business, perseguendo e raggiungendo gli obiettivi che si erano prefissate.

In un contesto dove la necessità di continuare a svolgere le operazioni da remoto si è presentata come un cambiamento improvviso, molte aziende con infrastrutture tradizionalmente on premise si sono ritrovate sotto stress, per le difficoltà nel garantire le stesse prestazioni dei dispositivi ai propri dipendenti che si collegavano dall’esterno dell’azienda e anche gli stessi livelli di sicurezza.

In questi frangenti, è indispensabile per le organizzazioni adattarsi velocemente e una soluzione immediata che presenta molti benefici – sia economici che relativi alle prestazioni – è quella di adottare Virtual Apps and Desktops di Citrix, che consente di accedere da remoto ai dispositivi, centralizzando la gestione del desktop e delle applicazioni e abilitando l’utilizzo dei dispositivi stessi come se si trovassero all’interno dell’azienda.

Questo è quindi il punto centrale della collaborazione tra Citrix, che fornisce la soluzione  Virtual Apps and Desktops, garantendo così la business continuity alle aziende, e Trend Micro, che permette di integrarsi in questo sistema in tutta sicurezza. La collaborazione tra i due vendor sarà presentata in occasione di un webinar che si svolgerà il 30 aprile.

L’accordo prevede, da parte nostra, l’utilizzo della soluzione Trend Micro Deep Security, una piattaforma integrata e modulabile di nuova generazione per la protezione completa dei data center dinamici che comprendono server fisici, virtuali e in-the-cloud, nonché appunto i desktop virtuali. Trend Micro Deep Security è la prima e unica piattaforma di sicurezza che aiuta a semplificare la gestione della sicurezza e accelerare il ritorno degli investimenti IT.

Citrix fornirà invece Virtual Apps and Desktops, che offre una soluzione completa di applicazioni e desktop virtuali in grado di soddisfare tutte le esigenze aziendali. Grazie a essa i dipendenti potranno lavorare da qualsiasi luogo, su qualsiasi dispositivo e con qualsiasi sistema operativo, riducendo al contempo i costi IT. 

Oggi lo smart working sta cambiando la fruizione del lavoro, ma i cambiamenti non devono penalizzare né i lavoratori né le aziende, tutte le parti devono essere in grado di continuare a seguire i propri piani e attività. Un modo per poter garantire il regolare svolgimento delle attività è quello di implementare infrastrutture VDI e noi di Trend Micro siamo molto contenti di collaborare con Citrix per permettere alle organizzazioni di continuare a essere operative e soprattutto, svolgere le proprie operazioni in tutta sicurezza.

“Siamo felici di collaborare con Trend Micro in un momento particolarmente delicato e importante per il nostro Paese” ha affermato Massimo Pecci, Italy Sales Manager per Citrix. “In un momento in cui lo smart working emerge come necessità imprescindibile per garantire la business continuity e la sicurezza di chi lavora è importante mettere a disposizione la tecnologia capace di offrire la miglior esperienza di lavoro”.

Ulteriori informazioni sul webinar sono disponibili a questo link

L’Italia è tra i Paesi più colpiti al mondo da malware e ransomware

Trend Micro presenta il report annuale delle minacce. Il nostro Paese è secondo in Europa per attacchi ransomware subiti, mentre su scala mondiale è settimo per malware e quarto per macromalware

A cura di Alessandro Fontana Head of Sales Trend Micro Italia

I malware e i ransomware continuano a flagellare l’Italia, che nel 2019 risulta il secondo Paese più colpito in Europa dai ransomware. Nelle classifiche mondiali invece, l’Italia è settima per attacchi malware subiti e quarta per macromalware. I dati emergono da “The Sprawling Reach of Complex Threats” il report di Trend Micro Research sulle minacce informatiche che hanno colpito l’anno passato.

Mondo: tornano a crescere gli attacchi ransomware

In tutto il mondo tornano a crescere i ransomware, che in Italia non si erano mai fermati. Nel 2018 il nostro Paese era infatti primo per attacchi in Europa. A livello generale Trend Micro ha rilevato nel 2019 un aumento del 10% di questo genere di attacco, nonostante una decrescita delle nuove famiglie del 57%, bloccando un totale di oltre 61 milioni di ransomware. Il settore più colpito rimane quello della sanità, con oltre 700 organizzazioni attaccate in tutto il mondo. Un altro trend che si mantiene in costante crescita è quello delle vulnerabilità, nel 2019 la Zero Day Initiative Trend Micro ha scoperto il 171% di vulnerabilità critiche in più rispetto all’anno precedente. Per proteggersi dalle moderne minacce, Trend Micro raccomanda una strategia di connected threat defense che metta al sicuro i gateway, le reti, i server e gli endpoint.

Italia: cosa è successo nel 2019

  • Ransomware – Nel 2019 l’Italia è stato il secondo Paese più colpito in Europa, con il 12,68% dei ransomware di tutto il continente. La percentuale è uguale al 2018. Al primo posto l’Italia è stata preceduta dalla Germania, segue la Francia.
  • Malware – Il numero totale di malware intercettati in Italia nel 2019 è di 17.120.526. L’Italia occupa la posizione numero sette a livello mondiale
  • Visite a siti maligni – Le visite ai siti maligni sono state 7.915.566. I siti maligni ospitati in Italia e bloccati sono stati 851.725
  • Le minacce arrivate via mail sono state384.376.157
  • Online Banking – i malware di online banking intercettati sono stati 4.326
  • App maligne – Il numero di app maligne scaricate nel 2019 è di 185.747
  • Exploit Kit – Gli attacchi Exploit Kit sono stati 4.222

In tutto il mondo, Trend Micro ha bloccato nel 2019 un totale di 52 miliardi di minacce (52.265.509.014).

  • Il report completo è disponibile a questo link
  • Ulteriori informazioni sono disponibili all’interno del sito Trend Micro

Didattica a distanza (di sicurezza): come studiare rimanendo protetti

Le lezioni online mettono a rischio migliaia di immagini e video dove compaiono gli studenti e i minori: 10 consigli per difendersi dai cybercriminali

A cura di Gastone Nencini, Country Manager Trend Micro Italia

In queste settimane, a causa della delicata situazione nella quale purtroppo ci troviamo in seguito al diffondersi dell’epidemia di Covid-19, si parla sempre più spesso di didattica a distanza, diventata ormai la normalità per molti studenti. Così come altre tecnologie utilizzate in questo periodo, anche gli strumenti per la didattica a distanza erano già presenti sul mercato da diverso tempo e sono molto simili a quelli che le aziende hanno implementato per lo Smart Working.

La differenza principale è che una buona parte delle organizzazioni che si erano già dotate di queste piattaforme aveva scelto implementazioni commerciali, mentre chi ha dovuto rincorrere la situazione di emergenza ha optato per quelle che sono le versioni di prova o limitate dei differenti prodotti presenti sul mercato.

Questo aspetto è importante e va tenuto in considerazione, perché la disponibilità di funzioni nelle versioni di prova dei prodotti è limitata rispetto all’upgrade commerciale e questo impatta anche sulla componente security.

I problemi di sicurezza legati alla didattica a distanza sono molteplici e spaziano dalla security intrinseca offerta dalla piattaforma scelta, ai problemi legati alla privacy e al controllo di chi si collega, passando per i problemi relativi al Copyright dei documenti condivisi su queste piattaforme. Infine, si devono tutelare i minori e le persone che utilizzano la piattaforma.

Come utilizzare in maniera sicura queste piattaforme? Dieci consigli pratici:

Lato Studenti/Genitori

  • Installare un software Antivirus Commerciale e abilitare il Controllo Parentale sui computer utilizzati, per poter controllare eventuali malware, impostare i tempi di utilizzo del computer stesso, attivare le funzionalità di controllo privacy sui social network e controllare la navigazione web
  • Nel caso si utilizzi un router commerciale, non gestito da un operatore telefonico, verificare o far verificare a un tecnico specializzato che il firmware del router sia aggiornato
  • Verificare di aver installato tutti gli aggiornamenti sia del sistema operativo che dei programmi utilizzati, ad esempio la suite di office automation, il reader dei file pdf, il browser internet e tutti i programmi che vengono utilizzati per la didattica a distanza
  • Attivare le funzionalità di firewall, presenti ormai di default, anche nei sistemi operativi che hanno una configurazione standard

Lato Docenti/Istituti

  • Scegliere piattaforme commerciali che offrono un servizio di prova, per verificare la possibilità di settare i parametri di sicurezza e privacy
  • Inviare i dettagli del collegamento in modo sicuro, preferire le sessioni che richiedono la registrazione dell’utente e controllare sempre (ad esempio invitando alla lezione via email) chi si collega in anticipo, in modo tale da verificare durante la lezione che il numero dei partecipanti non sia superiore a quello atteso. Se i numeri lo consentono, fare l’appello
  • Controllare i seguenti parametri nel momento in cui si attiva una lezione a distanza:
  1. Disattivare la funzionalità di invito alla lezione per i partecipanti
  2. Disattivare la funzionalità di poter vedere la lista di tutti i partecipanti
  3. Disattivare la funzionalità di poter modificare l’evento per i partecipanti
  4. Attivare le funzionalità di cifratura (Encryption) delle comunicazioni
  5. Limitare o disattivare le funzionalità di File Transfer
  6. Limitare o disattivare le funzionalità di chat private tra i partecipanti lasciando attiva solo quella pubblica
  7. Se non indispensabile, disattivare le capacità video 
  8. In generale attivare o disattivare tutte quelle funzioni che potrebbero violare il rispetto della privacy
  • Quando si utilizzano siti o tools per sessioni Q&A, accertarsi che le comunicazioni avvengano in modalità cifrata e verificare la gestione della privacy del servizio stesso
  • Verificare che non vengano violate le regole sul Copyright per i materiali utilizzati
  • Evitare di far collegare in video gli studenti se non strettamente necessario o attivare la sessione video singolarmente e non per la totalità dei partecipanti. Sostituire anche le foto con fotografie generiche. Non inserire nome e cognome al momento del collegamento, se possibile utilizzare solo il solo nome o dei nickname

In generale, è importante evitare il più possibile di disseminare online troppe informazioni, che potrebbero essere sfruttate per campagne mirate di phishing e colpire gli utenti con malware o ransomware, chiedendo poi riscatti in denaro per sbloccare i computer. Oggi esiste però anche un altro rischio, quello dei deepfake. I cybercriminali potrebbero impossessarsi degli audio e dei video sparsi online per produrre video falsi, ad esempio utilizzando un insegnante per fargli lanciare comunicazioni o notizie falsi agli studenti, che a loro volta potrebbero vedere il loro volto utilizzato in altre campagne maligne.

On site o da remoto: con Trend Micro la sicurezza è sempre al 100%

Le pratiche di smart working stanno creando numerosi grattacapi alle organizzazioni. Una serie di webinar mostrerà come le soluzioni cloud di Trend Micro permettono di gestire in modo più snello i livelli di sicurezza, semplificando l’impatto infrastrutturale e azzerando le problematiche su dove i dispositivi o le persone si trovino.

A cura di Gastone Nencini, Country Manager Trend Micro Italia

Nelle ultime settimane le abitudini lavorative sono cambiate e le pratiche lavorative da remoto sono cresciute esponenzialmente. Molte aziende si sono trovate a gestire situazioni di criticità, dovute al fatto che una situazione straordinaria come quella attuale non era stata prevista. In termini IT, la straordinarietà consiste nel fatto che molte organizzazioni si sono trovate a gestire un flusso repentino di dispositivi che si connettevano alla rete aziendale dall’esterno, dovendo garantire le stesse prestazioni e soprattutto gli stessi livelli di sicurezza come se fossero all’interno. Molte organizzazioni basate su infrastrutture on premise sono andate sotto stress.

Trend Micro, leader globale nelle soluzioni di cybersecurity, nell’eccezionalità di una situazione che potrebbe però diventare una nuova normalità, vuole supportare al meglio la propria community di clienti, partner e prospect e per questo propone una serie di webinar che mostrerà come le soluzioni cloud di Trend Micro possono aiutare a risolvere e a gestire in modo più snello i livelli di sicurezza, semplificando di molto l’impatto infrastrutturale e azzerando le problematiche su dove i dispositivi o le persone si trovino.

I prodotti di Trend Micro sono infatti disponibili come soluzioni SaaS in modalità ibrida. Questo permette di poter svolgere tutte le attività con il vantaggio che per l’infrastruttura aziendale è indifferente che il dispositivo si trovi all’interno o all’esterno della rete. Questo è molto importante perché permette sia alle aziende che ai partner di poter mantenere e garantire la propria operatività al 100% anche da remoto, continuando a svolgere le attività in qualsiasi circostanza e luogo, sfruttando anche una modalità di pay per use. È attraverso questa strategia che una situazione di crisi non prevista, come quella attuale, può essere affrontata al meglio, apportando significativi miglioramenti alle infrastrutture anche in ottica futura, perché appunto il lavoro da remoto è destinato a diventare una nuova normalità.

Per noi è importante sottolineare due concetti fondamentali. Il primo è quello della collaborazione integrata ed è per questo che l’iniziativa è rivolta sia alle aziende che ai partner, perché è importante mantenere sempre un fronte comune nella lotta alle minacce cyber. Il secondo concetto è che a prescindere dalle piattaforme che si utilizzano e dal tipo di infrastruttura bisogna essere sempre in grado di mantenere l’operatività sia on site che da remoto e il cloud è un importante abilitatore di questa modalità, abbattendo di fatto le barriere fisiche.

Il calendario dei webinar:

Trend Micro CloudApp Security, Smart Security per Office 365 e Google Suite
27 marzo ore 10:30

Trend Micro Cloud One Workload Security, Smart Datacenter Security 
2 aprile ore 10:30

Trend Micro Cloud One Conformity, verifica la conformità del tuo Cloud
9 aprile ore 10:30

Trend Micro Worry-Free Security, Smart Security per le Piccole Imprese
17 aprile ore 10:30

Trend Micro Connected Threat Defense, think out of the box con la Smart Connected Security
23 aprile ore 10:30

Ulteriori informazioni sono disponibili al seguente link

Trend Micro: nel 2019 bloccate 13 milioni di email ad alto rischio

Pubblicato il Cloud App Security Roundup. Tra i fenomeni osservati un aumento delle truffe Business Email Compromise (BEC), di attacchi phishing e di email che contenevano malware

A cura di Salvatore Marcis, Technical Director Trend Micro Italia

Nel 2019 Trend Micro ha bloccato 12,7 milioni di email che contenevano minacce ad alto rischio indirizzate ai clienti di servizi email basati su cloud di Microsoft e Google. Un dato che è evidenziato dal report Cloud App Security Roundup, elaborato sui dati della soluzione Trend Micro Cloud App, che offre un secondo livello di protezione per questi servizi e che interviene sulle minacce che oltrepassano i sistemi di sicurezza previsti dai vendor.

Le aziende sfruttano le potenzialità delle applicazioni SaaS per indirizzare la produttività, risparmiare sui costi e favorire la crescita. Affidandosi esclusivamente alla protezione di base inclusa nelle soluzioni di SaaS, possono però andare in contro a dei rischi. Come ha dimostrato il nostro report, una sicurezza di base non è sufficiente oggi per fermare i cybercriminali. Le aziende devono assumersi la responsabilità della protezione cloud e adottare una soluzione multi livello esterna per migliorare le funzionalità di security native della propria piattaforma.

Secondo il report, oltre 11 milioni di email ad alto rischio bloccate nel 2019, ovvero l’89% del totale, veicolavano attacchi phishing. Rispetto al 2018, abbiamo rilevato un aumento del 35% per quanto riguarda i tentativi di sottrazione delle credenziali e il numero di link sconosciuti in questi attacchi è passato dal 9% al 44%. Questo dimostrerebbe che i truffatori registrano nuovi siti web per evitare di essere rintracciati.

Il report mostra anche che i cybercriminali stanno diventando sempre più bravi nell’aggirare il primo livello di difesa contro le truffe Business Email Compromise (BEC), ma la percentuale di questa tipologia di attacchi che sono stati fermati grazie ad analisi basate sull’intelligenza artificiale è salita dal 7% del 2018 al 21% del 2019.

Tra le tecniche di phishing emergenti, il report sottolinea l’utilizzo di HTTPS che mirano agli account degli amministratori di Office 365. Questo permette ai cybercriminali di dirottare gli account connessi sui domini in target e utilizzarli per mandare malware, lanciare attacchi BEC più convincenti e altro ancora. Trend Micro nel 2019 ha bloccati circa 400mila tentativi di truffe BEC, ovvero il 271% in più rispetto all’anno precedente.

Per far fronte a queste minacce con successo, suggeriamo di:

  • Passare da una sola soluzione gateway a una di cloud app security multi livello
  • Considerare l’analisi in sandbox di malware, il rilevamento degli exploit nei documenti e tecnologie di reputazione file, email e web per individuare malware nascosti in Office 365 e nei documenti PDF
  • Rafforzare le policy di data loss prevention (DLP) nelle app di cloud email e di collaborazione
  • Scegliere un partner di security che possa offrire un’integrazione senza soluzione di continuità nella propria piattaforma cloud, preservando le funzioni utenti e di amministratore
  • Sviluppare programmi formativi per gli utenti finali

I dati del report sono generati da Trend Micro Cloud App Security™, una soluzione API che protegge una vasta gamma di applicazioni e servizi cloud, inclusi Microsoft® Office 365™ Exchange™ Online, OneDrive® for Business, SharePoint® Online, Gmail, e Google Drive.

Ulteriori informazioni sono disponibili al seguente link

Trend Micro sigla un accordo di collaborazione con la Japan International Cooperation Agency

Continua l’impegno di Trend Micro nel lavorare insieme alle Forze dell’Ordine di tutto il mondo, per supportare la lotta al cybercrime

A cura di Lisa Dolcini, Marketing Manager Trend Micro Italia

Siamo felici di annunciare di aver siglato un accordo con la Japan International Cooperation Agency (JICA), iniziativa che prosegue l’impegno dell’azienda nel migliorare costantemente la collaborazione con le Forze dell’Ordine, con l’obiettivo di supportare la cybersecurity delle nazioni attraverso mezzi sia tecnici che formativi. Attualmente Trend Micro collabora attivamente con l’Interpol e l’FBI, oltre agli altri principali bureau di un gran numero di Paesi. In Italia l’azienda è attiva nel condividere proattivamente le proprie ricerche e informazioni con le istituzioni.

Continuiamo a costruire partnership globali che aiutano a rendere il mondo connesso, nel quale viviamo oggi, sempre più sicuro. Questo accordo migliorerà ed espanderà ulteriormente la partnership tra pubblico e privato, che riteniamo essenziale per combattere il cybercrime.

La Japan International Cooperation Agency (JICA) è un’organizzazione governativa responsabile nel fornire aiuto alle nazioni in via di sviluppo. “Da diversi anni collaboriamo con i Paesi in via di sviluppo, come un’agenzia integrata dell’Official Development Assistance (ODA) giapponese. Ora stiamo delegando a Trend Micro l’implementazione e l’erogazione della difesa contro gli attacchi cyber”. Dichiarano dalla JICA. “Siamo fiduciosi che grazie alle capacità globali di Trend Micro miglioreremo le nostre abilità di cybersecurity”.

Ci occuperemo di fornire corsi di training alle nazioni partner della JICA, con l’obiettivo di migliorare le capacità investigative e di risposta agli incidenti, legati soprattutto agli attacchi mirati. Questo impegno inizierà nel 2020 e durerà 3 anni. Siamo inoltre felici di comunicare di aver rafforzato la nostra cooperazione con le Forze dell’Ordine di tutto il mondo accogliendo nel nostro organico come executive advisor Noboru Nakatani, famoso esperto di security. Noboru Nakatani è attualmente executive vice president per la cybersecurity presso Yahoo Giappone e direttore esecutivo della Information Technology Federation giapponese. Nel corso della sua carriera ha rivestito ruoli molto importanti, tra i tanti è stato il primo Direttore Esecutivo dell’INTERPOL Global Complex for Innovation.

Ulteriori informazioni sulla collaborazione tra Trend Micro e le Forze dell’Ordine di tutto il mondo sono disponibili a questo link

La sicurezza cloud non ti fa dormire? Ecco i quattro motivi!

A cura di Gastone Nencini, Country Manager Trend Micro Italia

Le aziende oggi si muovono verso il cloud per sfruttare la sua velocità, agilità, scalabilità ed efficienza di costi. Una volta implementato però, ci si rende conto che il cloud richiede una gestione della security accorta e soprattutto decisa. Sempre più aziende iniziano il loro viaggio verso il cloud e sempre più team di security trascorrono notti insonni nel tentativo di proteggere l’infrastruttura al meglio.  

Le probabilità che, da qualche parte, un cyber truffatore stia osservando l’azienda in target e aspetti pazientemente di infiltrarsi nelle maglie della security sono alte. Ormai gestire la sicurezza dei dati aziendali è fondamentale quanto indossare la protezione solare: anche se il sole si nasconde dietro una nuvola sappiamo che potremmo scottarci lo stesso, nonostante il calore avvertito sia minimo. Per la cyber security è lo stesso. 

Analizzando i feedback pervenuti dai nostri clienti Trend Micro Cloud One in tutto il mondo, abbiamo scoperto come la “Sicurezza” sia al primo posto dei loro “mal di pancia”. Il feedback mostra chiaramente che “Sicurezza” è l’area più critica all’interno dell’infrastruttura AWS per esempio. Inoltre, secondo uno studio interno di giugno 2019, oltre il 50% dei problemi delle aziende appartiene alla categoria “Sicurezza”.

Cloud One – Conformity è la soluzione ideale per controllare i tuoi ambienti cloud

Come risolvere i mal di pancia legati alla security? Trend Micro Cloud One permette di ridurre il numero di problemi di security che interessano l’infrastruttura cloud, ma prima dobbiamo superare i possibili motivi delle vulnerabilità dell’infrastruttura di sicurezza:

 1. Non scansionare gli account regolarmente

Quando si distribuiscono servizi e risorse più volte al giorno, è necessario eseguire la scansione continua di tutti gli ambienti e delle istanze a intervalli regolari. Strumenti come il modulo Conformity Bot analizza gli account in base a 530 regole basate sui cinque pilastri del Well-Architected Framework, per aiutare a identificare i potenziali rischi per la sicurezza e metterli in ordine di priorità. È anche possibile impostare la frequenza delle scansioni, o eseguirle manualmente come richiesto.

2. Non investire in misure preventive

Configurazioni errate, apparentemente innocue, possono causare danni enormi che possono rapidamente espandersi e provocare una violazione della sicurezza. È possibile impedire a potenziali rischi per la sicurezza di accedere ad ambienti live investendo un po’ di tempo nella scansione degli account di gestione temporanea o di prova, prima di avviare le risorse o i servizi. È possibile utilizzare uno Scanner Template per scansionare le impostazioni dell’account rispetto al modello Cloud Formation e identificare eventuali problemi di sicurezza e conformità prima della distribuzione.

3. Non monitorare l’attività in tempo reale

Le catastrofi non aspettano! Potrebbero essere sufficienti solo alcuni minuti per permettere a qualcuno di entrare nell’infrastruttura cloud mentre si è fuori durante il fine settimana. È necessario monitorare l’attività in tempo reale per agire tempestivamente sulle minacce. Uno strumento come il componente aggiuntivo di monitoraggio tiene traccia dell’attività dell’account in tempo reale e attiva degli avvisi per le attività sospette basate su configurazioni impostate. Ad esempio, è possibile impostare avvisi per monitorare l’attività dell’account da un Paese o da una regione specifici.

4. Non comunicare i rischi in modo tempestivo

Le informazioni che normalmente raccogliamo dal monitoraggio sono inutili, fino a quando non vengono analizzate da persone competenti che agiscono poi rapidamente. Una delle migliori pratiche per mantenere agevoli le operazioni di sicurezza è quella di unire il flusso delle attività e degli eventi di sicurezza nei canali di informazione. Cloud-One Conformity consente di integrare i gli account AWS con i canali di comunicazione, ad esempio Jira, e-mail, SMS, Slack, PagerDuty, Zendesk, ServiceNow ITSM e Amazon SNS. Inoltre, la configurazione dei trigger di comunicazione invia notifiche e avvisi per impostare i team attraverso i canali selezionati.

AWS offre i servizi e le risorse per ospitare le app e l’infrastruttura, ma è fondamentale ricordare che la sicurezza è una responsabilità condivisa in cui si deve assumere un ruolo attivo.

Trend Micro supporta la parte di responsabilità condivisa per la sicurezza del cloud dei propri clienti. Ecco come: https://www.trendmicro.com/cloudconformity 

Gli ambienti industriali sono sempre più sotto attacco: Trend Micro crea una finta fabbrica e mette in trappola i cybercriminali

Un’indagine durata sei mesi svela come i cyber criminali attaccano le realtà industriali, anche quelle più piccole

A cura di Federico Maggi, Senior Threat Researcher di Trend Micro

Come vengono attaccati gli ambienti industriali? La risposta è svelata da un’indagine durata sei mesi e condotta da Trend Micro, che ne ha riassunto le tappe fondamentali all’interno del report “Caught in the Act: Running a Realistic Factory Honeypot to Capture Real Threats”. Abbiamo creato una honeypot molto sofisticata, ovvero un’esca che, replicando l’infrastruttura OT di una fabbrica, ha attirato diversi attacchi, smascherandone il loro modus operandi. Il sistema esca è stato prima compromesso per il mining di crypto valute, poi colpito da due diversi attacchi ransomware, in seguito utilizzato per compiere frodi dirette ai consumatori, e infine uno degli aggressori ha acceso-spento alcuni macchinari della catena di montaggio.   

Nel dettaglio, per comprendere al meglio come gli attacchi colpiscono gli ambienti ICS (Industrial Control System), Trend Micro Research ha creato un prototipo altamente realistico di un’azienda manifatturiera. L’honeypot era costituita da vero hardware ICS, oltre a un insieme di host fisici e virtuali che simulavano le attività aziendali. Da notare l’uso di veri controlli logici programmabili (PLCs), interfacce uomo-macchina (HMIs), componenti robotici, workstation per la programmazione della produzione e file server. 

L’obiettivo è stato quello di studiare da vicino come un aggressore si muove durante un cyberattacco: in questo modo abbiamo avuto la possibilità di evidenziare diverse tipologie di cybercriminale, da quello meno esperto a quello più sofisticato. 

Indipendentemente dalla dimensione dell’azienda, nel momento in cui c’è un sistema OT che viene messo, per errore o per necessità, su Internet, esso diventa il punto di accesso, il punto più debole che permette anche di fare altri attacchi. 

Per difendersi, consigliamo ai proprietari delle piccole industrie di ridurre al minimo il numero di porte che vengono lasciate aperte e di rendere più severe le policy di accesso. Oltre a implementare soluzioni di cybersecurity progettate appositamente per le fabbriche, come quelle offerte da Trend Micro. 

Ulteriori informazioni e la ricerca sono disponibili a questo link