Archivi categoria: Sicurezza informatica

Tre anni di GDPR

A cura di Lisa Dolcini, Head of Marketing Trend Micro Italia

Il 25 maggio del 2018 entrava a tutti gli effetti in vigore in Europa il Regolamento generale per la protezione dei dati personali, noto più comunemente come GDPR (General Data Protection Regulation). Da allora si dibatte molto sulla reale efficacia della principale normativa europea sulla protezione dei dati personali. L’aggiornamento della normativa sulla privacy di WhatsApp avvenuto lo scorso 15 maggio, è solo l’ultima di una serie di “questioni aperte” in materia, che hanno visto spesso come protagoniste le società a capo dei principali social network, da Tik Tok a Facebook, solo per citarne alcune. Non sempre però imprese e organizzazioni hanno chiari i termini di questa normativa, rischiando violazioni e conseguenze che si ripercuotono sul business.

Cos’è la conformità al GDPR?

È questa la domanda di partenza da porsi quando si parla di protezione dei dati personali. Potremmo rispondere dicendo che il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) dell’Unione europea (UE) standardizza la legislazione in materia di protezione dei dati in tutta l’UE e copre modelli di utilizzo dei dati precedentemente non regolamentati. Il GDPR obbliga le organizzazioni di tutto il mondo, che elaborano i dati dei cittadini dell’UE, a rivalutare i controlli applicati all’elaborazione dei dati e a formulare un piano per proteggerli al meglio.

Un regolamento globale

Il regolamento GDPR viene considerato come una delle normative sulla tutela dei dati più aggressive al mondo ed è stato ideato per proteggere i dati personali dei cittadini dell’UE in modo costante. Il regolamento implica che qualsiasi organizzazione che interagisce e archivia i dati di un cittadino dell’UE sarà soggetta a multe per non conformità. Anche se l’organizzazione ha sede all’esterno dell’Unione Europea, non significa che il regolamento non venga applicato. Tutte le organizzazioni che elaborano i dati dei cittadini dell’UE, incluse quelle con sede negli USA, sono soggette al regolamento GDPR e dovranno affrontare le sanzioni applicabili.

La digital transformation e la protezione dei dati

Uno studio di Trend Micro,Misconceptions and missteps: The challenges to successful cloud migration”, ha rivelato che l’88% delle aziende ha accelerato la migrazione al cloud, ma solo il 55% ha implementato strumenti di protezione. La pandemia ha accelerato la digital transformation delle aziende, ma questo rischia di far aumentare la mancanza di protezione e di sicurezza degli asset corporate. È molto positivo che la maggior parte delle organizzazioni in tutto il mondo stia abbracciando la trasformazione digitale e adottando il cloud, ma i risultati dello studio evidenziano che esistono anche delle sfide da affrontare per quanto riguarda la security in cloud. L’adozione del cloud non è un processo che si esaurisce premendo un pulsante, richiede una gestione continua e una configurazione strategica per poter prendere le migliori decisioni relative alla sicurezza.

Un altro ambito da tenere presente quando si parla di sicurezza in cloud è il settore sanitario. Essendo in prima linea nella lotta contro il COVID-19, la trasformazione digitale può avere un impatto positivo sulla produttività e sull’assistenza ai pazienti in un momento critico come questo, ma allo stesso tempo è essenziale considerare e proteggere la superficie possibile di attacco di un’infrastruttura digitale. Utilizzando le giuste soluzioni pensate appositamente per il cloud, le organizzazioni sanitarie possono massimizzare i vantaggi del cloud senza mettere a rischio i sistemi mission-critical o i dati dei pazienti.

La buona notizia è che oggi esistono strumenti per rendere la sicurezza del cloud più integrata, più facile e molto più efficace di quanto credono molti leader IT. La ricorrenza di oggi sul GDPR pone i riflettori sull’importanza della protezione dei dati in qualsiasi settore. E sottolinea come trovare il giusto partner per la sicurezza sia oggi più importante che mai.

Trend Micro influenza il futuro della cloud security con MITRE ATT&CK® for Containers

Nuovi framework aiutano le aziende a costruire e distribuire ambienti container sicuri

A cura di Salvatore Marcis, Technical Director Trend Micro Italia

Siamo orgogliosi di aver contribuito, attraverso le nostre ricerche, allo sviluppo di un nuovo framework per i container da parte di MITRE. L’intelligence sulle minacce di Trend Micro ha contribuito in maniera decisiva allo sviluppo di ATT&CK for Containers. Trend Micro ha collaborato con MITRE, fornendo anni di ricerche, per creare input basati su prove reali che sono stati utilizzati per il framework.

“Trend Micro è stata una delle aziende che ha risposto al nostro appello quando abbiamo cominciato a sviluppare ATT&CK for Containers attraverso il Center for Threat-Informed Defense” Ha affermato Jen Burns, lead cybersecurity engineer at MITRE. “Il nostro obiettivo è aiutare le aziende a rimanere protette utilizzando le knowledge bases, ad esempio ATT&CK, come un linguaggio comune. Le realtà che hanno esperienza negli attacchi del mondo reale, come Trend Micro, aiutano la nostra community dedicata alla security a raggiungere gli obiettivi”.

Trend Micro ha fornito prove di attacchi reali per supportare sette tecniche MITRE. Due di queste sono nuove e uniche per ATT&CK for Containers. Le aziende possono utilizzare queste tecniche per comprendere al meglio come gli attaccanti prendano di mira gli ambienti container e come proteggersi dalle minacce.

È stato un privilegio supportare MITRE nello sviluppo del nuovo framework per container. La vasta community di ricerca all’interno di Trend Micro è focalizzata nel proteggere le organizzazioni e il mondo digitale dalle minacce presenti e future. Abbiamo visto i container come un’opportunità in crescita per i cybercriminali già diversi anni fa e abbiamo lavorato duramente per affrontare le minacce. Collaborazioni come questa con MITRE, conferiscono al nostro lavoro un’importanza più ampia e siamo felici di sostenere i loro sforzi.

Trend Micro Cloud One – Container Security si basa sulla grande esperienza e conoscenza dell’azienda nel proteggere le organizzazioni. È uno strumento progettato per facilitare la sicurezza dei workflow relativi alla creazione, sviluppo ed esecuzione dei container e allo stesso tempo aiutare gli sviluppatori ad accelerare l’innovazione e minimizzare le interruzioni in questi ambienti.

Ulteriori informazioni sulle soluzioni Trend Micro per i container sono disponibili a questo link

Trend Micro presenta la security di prossima generazione per gli endpoint ICS

TXOne StellarProtectTM abilita una security nativa per gli endpoint ICS che protegge dai malware conosciuti e non, attraverso il machine learning

A cura di Alessandro Fontana Head of Sales Trend Micro Italia

Siamo felici di ampliare la nostra offerta di protezione rivolta alle smart factory e di annunciare TXOne StellarProtectTM, la prima soluzione di security nativa per endpoint OT.

La soluzione è stata sviluppata da TXOne Networks ed è progettata appositamente per mettere al sicuro tutti gli endpoint OT, in ogni ambiente ICS. Negli ambienti Industry 4.0 il grande numero di endpoint ICS determina la presenza di numerose superfici di attacco, a causa di dispositivi non protetti adeguatamente o vulnerabili. L’attacco a questi dispositivi crea problemi significativi per le industrie e può mettere a rischio l’intera operatività. Secondo l’ultimo report annuale di Trend Micro sulle minacce informatiche, il settore manifatturiero è diventato un obiettivo primario per gli attacchi ransomware e questo rende prioritaria una strategia di security che utilizzi tecnologie apposite.

La criticità degli endpoint ICS risiede nel fatto che non si era mai pensato a una soluzione di sicurezza creata specificatamente per le necessità degli ambienti OT. Per soddisfare le esigenze di mercato, le soluzioni di cybersecurity per gli endpoint ICS devono rispettare tre parametri: un basso impatto sulle prestazioni, zero interruzioni e protezione in tutti gli ambienti. TXOne StellarProtectTM rappresenta una nuova pietra miliare nella protezione degli endpoint ICS.

Le esigenze specifiche degli ambienti industriali creano difficoltà nel trovare soluzioni che proteggano il sito di lavoro, pur dando la priorità necessaria alle prestazioni. Le soluzioni tradizionali, come gli antivirus signature-based, sono in grado di identificare le minacce ma richiedono una connessione internet costante e aggiornamenti frequenti, azioni non possibili per gli asset mission critical. Le soluzioni avanzate di machine learning possono identificare le anomalie e le minacce ma hanno un alto tasso di falsi positivi, che può interferire con l’operatività dei sistemi. Le soluzioni di application control or lockdown-based, invece, sono più leggere e hanno un’implementazione semplice e limitano la macchina a svolgere un compito specifico e per questo sono ideali per i sistemi ICS. Queste tecnologie assolvono compiti differenti, ma non sono in grado di fornire la capacità di adattamento necessaria per garantire la sicurezza e l’operatività dei sistemi dedicati alla produzione.

TXOne StellarProtectTM fornisce una security nativa per gli endpoint ICS per la protezione da malware conosciuti e no, attraverso il machine learning e il cosiddetto “ICS root of trust”. Per evitare scansioni ridondanti e assicurare il minimo impatto alle prestazioni.

L’ICS root of trust raggruppa oltre 1.000 certificati software e licenze ICS semplificando le azioni di analisi. StellarProtect non richiede una connessione internet e garantisce una protezione efficacie grazie all’utilizzo di policy privilege-based e all’ICS application behavior learning engine.

Ulteriori informazioni sulle soluzioni Trend Micro per la sicurezza delle smart factory sono disponibili a questo link

Ulteriori informazioni su TXOne StellarProtectTM sono disponibili a questo link

Industry 4.0: un attacco cyber mette KO la produzione per giorni

La mancanza di collaborazione tra IT e OT frena i progetti di security

A cura di Gastone Nencini, Country Manager Trend Micro Italia

Il 61% delle aziende manifatturiere ha subito un attacco informatico e lotta per implementare la tecnologia necessaria a gestire in maniera efficace i rischi cyber. Inoltre, il 75% delle aziende che ha subito un attacco ha dovuto affrontare un blocco della produzione e per il 43% questa interruzione è durata più di quattro giorni.

I dati emergono dalla nostra ultima ricerca, “The State of Industrial Cybersecurity: Converging IT and OT with People, Process, and Technology”.

Le industrie manifatturiere di tutto il mondo stanno raddoppiando gli sforzi di trasformazione digitale, per migliorare significativamente le proprie smart factory. La mancanza di una piena consapevolezza della security negli ambienti OT e le divergenze con le conoscenze IT creano però un disequilibrio tra i processi, le tecnologie e le persone, che concede un vantaggio ai cybercriminali. Per questa ragione Trend Micro ha integrato l’intelligence IT con quella OT e offre una soluzione integrata che garantisce maggior controllo e visibilità sull’infrastruttura.

Lo studio afferma che la tecnologia è vista come la sfida maggiore di cybersecurity per il 78% del campione, a seguire le persone (68%) e i processi (67%). Meno della metà delle aziende ha però affermato di aver iniziato un percorso tecnologico per migliorare la sicurezza.

Tra le misure di cybersecurity meno implementate, le capacità di asset visualization (40%) e segmentazione (39%), a testimonianza di come siano le più tecnicamente critiche da adottare. Le aziende con un alto grado di collaborazione IT-OT hanno dimostrato di essere più inclini a sviluppare misure di cybersecurity rispetto alle altre e questo si riflette nei dati relativi all’utilizzo di firewall (66% vs. 47%), di capacità IPS (62% vs. 46%) o di segmentazione della rete (54% vs. 37%). Per quando riguarda le novità organizzative, alcune organizzazioni hanno nominato un Chief Security Officer (CSO).

Trend Micro raccomanda un approccio in tre punti per mettere al sicuro le smart factory:

  • Prevenire, riducendo i rischi di intrusione nei punti fondamentali dove vengono scambiati i dati, come ad esempio la rete o le aree DMZ. Questi rischi potrebbero includere chiavette USB, laptop esterni o gateway IoT
  • Rilevare, identificando comportamenti anomali nella rete come le comunicazioni C&C o tentativi multipli e falliti di log-in. Prima si riesce a rilevare l’attacco, prima si ferma la minaccia con un impatto minimo
  • Persistere, è cruciale difendere le smart factory da qualsiasi tipo di minaccia che sia sfuggita ai livelli di prevenzione e rilevamento. Le soluzioni Trend Micro TXOne Network per la sicurezza delle reti e degli endpoint industriali, sono progettate appositamente per gli ambienti OT. Sono in grado di funzionare a una vasta gamma di temperature e hanno il minimo impatto sulle prestazioni

Ulteriori informazioni sulla ricerca sono disponibili a questo link

Ulteriori informazioni sulle soluzioni Trend Micro per le smart factory sono disponibili a questo link

Trend Micro è partner tecnologico di MADE Competence Center

Cresce l’Industry 4.0 in Italia, ma anche la possibilità di subire attacchi informatici.Implementare il miglior sistema di difesa possibile, è prioritario.

A cura di Gastone Nencini, Country Manager Trend Micro Italia

Siamo felici di supportare MADE, centro di competenze tecniche e manageriali, in qualità di partner tecnologico. MADE – Competence Center supporta le imprese manifatturiere nel loro percorso di trasformazione digitale verso l’Industria 4.0. È l’interlocutore tecnico a cui rivolgersi per gestire attività di innovazione, trasferimento tecnologico, ricerca applicata e assistenza per l’implementazione delle tecnologie 4.0. Tra i punti forti di Made, un ampio demo-center di oltre 2000 mq, spazi per co-working, riunioni e aule per la formazione che supportano un modello di crescita digitale che vede nell’informare, mostrare le tecnologie, spiegare e implementare, i punti chiave del supporto alle aziende.


Trend Micro supporterà MADE attraverso il proprio know how di azienda leader in ogni aspetto della sicurezza informatica e da oltre 30 anni all’avanguardia, con soluzioni che precorrono le esigenze del mercato e un centro ricerca e di intelligence sulle minacce informatiche tra i più avanzati. Trend Micro metterà a disposizione anche le proprie soluzioni per la protezione dell’Industry 4.0 in un momento molto importante e critico per la trasformazione digitale delle aziende produttive, che costituiscono la spina dorsale dell’apparato produttivo del Paese.

Oggi le fabbriche stanno diventando sempre più intelligenti. Connettere le linee di produzione e utilizzare tecnologie di intelligenza artificiale e machine learning abilita la possibilità di avere dati in maniera rapida e potenziare quindi il time to market dei propri prodotti, un’opportunità che le aziende non possono farsi sfuggire. L’interconnessione delle reti di automazione con le infrastrutture IP aumenta, però, la superficie della propria organizzazione esposta ai rischi informatici. Per proteggersi al meglio, è bene agire simultaneamente sia da un punto di vista culturale che tecnico. I laboratori Trend Micro hanno già scoperto vulnerabilità nei protocolli IoT industriali, nelle interfacce uomo macchina degli impianti idroelettrici, nei radiocontrolli dei cantieri che pilotano gru e macchinari, e nei robot delle catene di produzione. Eventuali attacchi a questi apparati potrebbero compromettere la sicurezza sul lavoro per i lavoratori che utilizzano i macchinari, e mettere a rischio le persone che vivono nei dintorni di impianti critici, come ad esempio centrali idroelettriche o nucleari, oltre a permettere ai cybercriminali di effettuare ricatti bloccando o minacciando di bloccare la produzione, allo scopo di ottenere denaro.

Siamo molto soddisfatti di mettere a disposizione le nostre competenze e collaborare con MADE. In un momento in cui la digitalizzazione delle aziende produttive è fondamentale perché queste rimangano competitive sui mercati internazionali diventa prioritario anche garantire la security, per assicurarsi una continua e piena operatività e salvaguardare tutti i dati critici e sensibili, oltre che la incolumità delle persone.

“Con l’ingresso di Trend Micro nel partenariato di MADE rendiamo ancora più completa l’esperienza delle imprese che si rivolgono a noi per comprendere e testare le soluzioni di cyber security per i propri impianti di produzione”. Ha dichiarato Marco Taisch, Presidente di MADE – Competence Center Industria 4.0. “Prosegue il nostro impegno nell’aggiornamento continuo dell’offerta dimostrativa, con tecnologia allo stato dell’arte e la collaborazione con i migliori attori del mercato”.


Ulteriori informazioni sulle soluzioni Trend Micro per l’Industry 4.0 sono disponibili a questo link

Trend Micro ottiene il riconoscimento MITRE Engenuity ATT&CK® per l’eccezionale capacità di protezione dagli attacchi

La piattaforma di rilevamento e risposta di Trend Micro ha dato prova delle sue capacità nelle diverse simulazioni

A cura di Salvatore Marcis, Technical Director Trend Micro Italia

Siamo felici di annunciare di aver ottenuto risultati eccellenti nell’ultima ATT&CK Evaluation a cura di MITRE Engenuity. La piattaforma Trend Micro Vision One ha infatti rilevato il 96% degli attacchi all’interno di una simulazione che imitava il comportamento di due famigerati gruppi APT.

Diversamente dalle organizzazioni che verificano l’abilità di un prodotto nel rilevare e prevenire i tipi di malware, MITRE Engenuity’s ATT&CK Evaluation valuta la capacità di rilevare gli attacchi mirati sfruttando i comportamenti conosciuti dell’avversario. Nelle simulazioni di quest’anno, MITRE Engenuity si è focalizzata sulle tecniche associate a noti gruppi come Carbanak e FIN7.

Parte della security è trovare gli strumenti che vengono utilizzati in un attacco: MITRE Engenuity aggiunge la capacità di riconoscere le tecniche utilizzate da un attaccante, a prescindere da quali strumenti vengono utilizzati. Abbiamo ottenuto il 96% di visibilità ed è un grande risultato, specialmente se consideriamo che il test riproduceva le tecniche utilizzate da due gruppi cybercriminali tra i più capaci. Il framework MITRE ATT&CK è complesso, come gli attacchi che permette di modellare. Utilizzare il framework ATT&CK non solo in situazioni di test ma tutti i giorni, è quello che può aiutare i SOC a rispondere alle minacce, per questo lo abbiamo integrato nei nostri prodotti.


Il test di quest’anno ha incluso la simulazione di due violazioni, una a un hotel e l’altra a una banca, utilizzando tattiche APT come l’elevazione dei privilegi, il furto delle credenziali, i movimenti laterali e l’esfiltrazione dei dati.

Trend Micro Vision One ha ottenuto i seguenti risultati:

  • Ha formito il 96% di copertura dell’attacco, con una visibilità di 167 dei 174 passi dell’attacco. Questa ampia visibilità permette alle aziende di avere un quadro completo dell’attacco e rispondere più velocemente
  • Il 100% degli attacchi rivolti a Linux è stato identificato, compresi i 14 momenti diversi dell’attacco. Dato importante se consideriamo il grande utilizzo di questo sistema operativo
  • La piattaforma Trend Micro Vision One ha identificato 139 punti di telemetria, per fornire una visibilità efficace della minaccia e comprendere e investigare al meglio l’attacco
  • Il 90% degli attacchi è stato bloccato attraverso un rilevamento e risposta automatizzati, proprio all’inizio di ogni test. Azioni tempestive liberano risorse velocemente, permettendo ai team di focalizzarsi su criticità più importanti

Trend Micro Vision One permette alle aziende di vedere meglio e rispondere più velocemente, correlando automaticamente i dati di telemetria relativi a email, endpoint, server, workload cloud e reti, per rendere il rilevamento e la risposta ancora più veloci.

Le prestazioni, rispetto alle tecniche utilizzate da due dei più formidabili gruppi cybercriminali del mondo, dimostrano il valore nel rilevamento e nella risposta alle minacce e nella capacità di ridurre il rischio informatico.

Il framework MITRE ATT&CK aiuta l’industria a definire e standardizzare come descrivere le tecniche di attacco informatico, offrendo alle organizzazioni un linguaggio comune e regolarmente aggiornato per valutare il rilevamento e la risposta nel modo più efficiente possibile.

La forte prestazione di quest’anno nella valutazione MITRE Engenuity ATT&CK è la seconda consecutiva per Trend Micro, le cui capacità sono state impressionanti anche nei test del 2020.

Il report completo MITRE Engenuity ATT&CK Evaluation è disponibile a questo link

Cybersecurity, la collaborazione tra pubblico e privato è essenziale per una strategia nazionale di difesa dalle minacce e di crescita tecnologica

Trend Micro e importanti rappresentanti delle istituzioni hanno discusso dello stato dell’arte della cybersecurity in Italia e dell’importanza di dare vita a un ecosistema nazionale di risposta alle minacce cyber

A cura di Gastone Nencini, Country Manager Trend Micro Italia

La collaborazione tra pubblico e privato è essenziale in una strategia nazionale di cybersecurity che impedisca attacchi sistemici al Paese e che permetta di crescere e diventare più competitivi, rispettando i dettami e assecondando le caratteristiche della digital transformation. L’impegno è chiaro, dare maggiore importanza alla cybersecurity e alla collaborazione tra istituzioni e organizzazioni private.

Il proposito è emerso in occasione della tavola rotonda “Le nuove sfide della cybersecurity nei giorni della pandemia”, organizzata da Trend Micro e tenutasi online venerdì 23 aprile. Abbiamo avuto il piacere di incontrare importanti rappresentanti delle istituzioni e delle imprese, con i quali abbiamo discusso di quanto oggi una collaborazione tra pubblico e privato sia essenziale per una strategia nazionale di difesa dalle minacce e di crescita tecnologica.

Sono intervenuti nel dibattito Sabrina Baggioni, 5G Program Director and Head of Business Products & Corporate Marketing Vodafone Italia, Vincenza Bruno Bossio, Commissione Trasporti e TLC, Camera dei Deputati, Giorgio Mulè, Sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa, che ha aperto l’evento con un videomessaggio, Ezio Ricca, Associate Partner Security Reply, Francesco Taverna, Direttore Tecnico Capo della Polizia di Stato e Angelo Tofalo, Commissione Difesa, Camera dei Deputati, ex Sottosegretario Ministero della Difesa.

Il tema dell’incontro è stato approfondire i cambiamenti che sono avvenuti nello scenario delle minacce cyber durante la pandemia e valutare le possibili misure per garantire la resilienza e la sicurezza in questo periodo di forte accelerazione tecnologica. Oltre a discutere circa il ruolo dell’educazione e della formazione digitale di imprese, PA e cittadini, con l’obiettivo di mettere la cybersecurity al centro del percorso di evoluzione tecnologica e digitale del Paese.

Al link è possibile rivedere l’intero evento https://www.youtube.com/watch?v=jo7gsKSZxeA

Italia quarta al mondo per attacchi malware

Anche il 2021 inizia sotto il segno dei cybercriminali, l’Italia a febbraio è il quarto Paese più colpito dai malware. A gennaio era in quinta posizione

A cura di Lisa Dolcini, Head of Marketing Trend Micro Italia

I cybercriminali non si sono presi una pausa nei confronti dell’Italia e i numeri in crescita degli ultimi mesi lo confermano. Il Paese, a livello globale, era già settimo per numero di attacchi malware nel 2020, ma a gennaio 2021 era salito in quinta posizione. A febbraio consolida ulteriormente il trend negativo attestandosi al quarto posto, preceduto solamente da Giappone, Stati Uniti e India.

Il dato emerge dall’ultimo report di Trend Micro Research, la divisione di Trend Micro, leader globale di cybersecurity, specializzata in ricerca&sviluppo e lotta al cybercrime.

I malware che hanno colpito l’Italia a febbraio sono stati 4.643.540. La top five dei Paesi più attaccati è guidata dal Giappone (27.599.476), seguito da Stati Uniti (21.476.151) e India (4.988.024). Quinta la Germania con 3.919.174 attacchi.

La famiglia di malware più rilevata a febbraio in Italia, a livello business, è stata quella di DOWNAD, mentre i consumatori sono stati colpiti maggiormente da DRIDEX, malware specializzato nel sottrarre le credenziali bancarie. I settori più colpiti sono stati il manifatturiero, la sanità e la PA.

I dati sono frutto delle analisi della Smart Protection Network, la rete di intelligence globale di Trend Micro che individua e analizza le minacce e aggiorna costantemente il database online relativo agli incidenti cyber, per bloccare gli attacchi in tempo reale grazie alla migliore tecnologia disponibile sul mercato. La Smart Protection Network è costituita da oltre 250 milioni di sensori e blocca una media di 65 miliardi di minacce all’anno.

A febbraio 2021 la Smart Protection Network di Trend Micro ha gestito 422 miliardi di query e fermato 6,2 miliardi di minacce, di cui circa il 90% arrivava via e-mail.

Ulteriori informazioni sulla Trend Micro Smart Protection Network sono disponibili a questo link

Cybersecurity 2020: l’Italia è quinta al mondo per attacchi macro malware (prima in Europa), settima per attacchi malware e undicesima per attacchi ransomware

Trend Micro presenta il report annuale delle minacce. L’Italia continua a essere tra i Paesi più colpiti al mondo da malware e ransomware

A cura di Gastone Nencini, Country Manager Trend Micro Italia

Le minacce informatiche continuano a flagellare l’Italia, che nel 2020 a livello mondiale risulta il quinto Paese più colpito dai macro malware (primo in Europa) il settimo per attacchi malware e l’undicesimo per attacchi ransomware. I dati emergono da “A Constant State of Flux: Trend Micro 2020 Annual Cybersecurity Report”, il report di Trend Micro Research sulle minacce informatiche che hanno colpito nel corso dell’anno passato.

Mondo: rilevate 119.000 minacce al minuto

Nel 2020 Trend Micro ha rilevato 119.000 minacce al minuto, facendo registrare un +20% rispetto al 2019. Le cause di questo incremento sono da ricercarsi nel lavoro da remoto che ha determinato l’incremento della pressione cybercriminale su molte infrastrutture. Gli attacchi alle reti domestiche sono infatti cresciuti del 210% raggiungendo i 2,9 miliardi. Il phishing continua a essere una delle tattiche più sfruttate dai cybercriminali, il 91% di tutte le minacce è arrivato infatti via email e gli URL unici di phishing intercettati sono stati 14 milioni. Il numero di vulnerabilità pubblicate dalla  Zero Day Initiative di Trend Micro è cresciuto del 40%, per un totale di 1.453 vulnerabilità, l’80% delle quali è stato etichettato “ad alto rischio”.

Italia: cosa è successo nel 2020

  • Macro Malware – L’Italia è il Paese più colpito in Europa, quinto al mondo, con 12.953 attacchi ricevuti
  • Malware – Il numero totale di malware intercettati in Italia nel 2020 è di 22.640.386. Cinque milioni in più rispetto al 2019. L’Italia occupa la posizione numero sette a livello mondiale
  • Ransomware – Nel 2020 l’Italia, preceduta dalla Germania, è il secondo Paese più colpito in Europa, con il 12,2% dei ransomware di tutto il continente. Nel mondo, l’Italia è l’undicesimo Paese maggiormente attaccato da questa minaccia. Ai primi tre posti Turchia, Cina e India
  • App maligne – Il numero di app maligne scaricate nel 2019 è di 170.418. L’Italia è undicesima al mondo
  • Le minacce arrivate via mail sono state312.232.742
  • Visite a siti maligni – Le visite ai siti maligni sono state 11.548.546. I siti maligni ospitati in Italia e bloccati sono stati 2.883.335
  • Online Banking – i malware di online banking intercettati sono stati 4.468

In tutto il mondo, Trend Micro ha bloccato nel 2020 un totale di 62,6 miliardi di minacce

  • Il report completo è disponibile a questo link
  • Ulteriori informazioni sono disponibili all’interno del sito Trend Micro

App e social media solo audio: quali sono i rischi per gli utenti e come proteggersi

Trend Micro ha studiato e approfondito il fenomeno dei social media audio attraverso una ricerca, svolta tra l’8 e l’11 febbraio.

A cura di Federico Maggi, Senior Threat Researcher di Trend Micro

Recentemente i social media basati su audio come ClubHouseRiffrListen, Audlist, e HearMeOut hanno catturato l’interesse di un numero sempre maggiore di utenti. Come qualsiasi altra tecnologia però, app come queste non sono immuni dai rischi per la sicurezza.

Quali sono i rischi per la sicurezza degli utenti di queste nuove piattaforme social basate su audio?

Ecco di seguito una cartella dei rischi di queste piattaforme.

1. Intercettazione del traffico di rete e intercettazioni in generale

Un utente malintenzionato può scoprire chi partecipa alla conversazione analizzando il traffico di rete. Questo processo può essere automatizzato e consente di ottenere informazioni riservate, anche riguardo alle chat private tra due o più utenti. In questo caso, ClubHouse è al lavoro per implementare opportune contromisure.

2. Clonazione della voce e deepfake

Un utente malintenzionato potrebbe impersonare un personaggio pubblico clonando la voce e utilizzandola per far dire cose che la persona non direbbe mai, con conseguenze anche gravi sulla reputazione. Un malintenzionato potrebbe anche clonare la voce e creare un profilo falso di un famoso trader, attirare gli utenti a unirsi in una stanza e avallare una determinata strategia finanziaria, per esempio.

3. Registrazione opportunistica

Come indicato nei termini di servizio della maggior parte (se non di tutte) le app, il contenuto della maggior parte dei social network solo audio è pensato per essere effimero e “solo per i partecipanti”. Chiaramente questo non impedisce ai malintenzionati di effettuare registrazioni, clonare account, seguire automaticamente tutti i contatti dell’account per renderlo più autentico, unirsi a un’altra stanza e utilizzare il campione del discorso per far dire alla voce “clonata” frasi che possono compromettere la reputazione del personaggio “vittima.”

4. Molestie e ricatti

Tipicamente gli utenti ricevono una notifica quando gli utenti seguiti si uniscono a stanze pubbliche. Questo meccanismo fornisce la possibilità a un malintenzionato di sapere quando la propria vittima si unisce a una stanza pubblica. L’aggressore potrebbe quindi unirsi a quella stanza, chiedere al moderatore di parlare e dire qualcosa o trasmettere in streaming un audio preregistrato per ricattare o molestare la vittima. Questo processo può essere facilmente eseguito automaticamente tramite l’uso di script. Fortunatamente, la maggior parte delle app ha anche funzionalità per bloccare e segnalare utenti offensivi.

5. Servizi underground

Alcuni utenti stanno già discutendo circa l’acquisto di pacchetti di follower, con presunti sviluppatori che promettono di creare bot utilizzabili per black marketing. Sebbene illegali, questi servizi non costituiscono un rischio diretto per i dispositivi digitali del cliente, ma prevedono che il cliente interagisca con soggetti non accreditati e tipicamente interessati al profitto tramite attività illecite.

6. Canali audio nascosti

Utilizzando queste piattaforme, i cybercriminali possono utilizzare l’audio per creare cosiddetti “covert channel,” (ad esempio attraverso tecniche di steganografia), creando dei canali di comando e controllo (C&C). Se i social network audio continuano a essere popolari, gli aggressori possono considerarli un canale alternativo affidabile per future botnet.

Come proteggersi?

Alcuni suggerimenti per un uso sicuro degli strumenti social basati su audio:

  • Unirsi a stanze pubbliche e parlare come se si parlasse in pubblico. Gli utenti dovrebbero dire cose che direbbero solo in pubblico, in quanto c’è la possibilità che qualcuno, nella stanza virtuale, stia registrando (anche se la registrazione senza consenso scritto è contraria ai termini di servizio della maggior parte, se non di tutte, le app)
  • Non fidarsi di qualcuno solo per il suo nome. Queste piattaforme al momento non hanno processi di verifica dell’account. Meglio controllare sempre che la biografia, il nome utente e i contatti dei social media collegati siano autentici
  • Concedere solo le autorizzazioni necessarie e condividere i dati strettamente indispensabili. Ad esempio, se gli utenti non vogliono che le app raccolgano tutti i dati dalla propria rubrica, possono negare l’autorizzazione e lo strumento continuerà a funzionare correttamente

La ricerca è stata condotta tra l’8 e l’11 febbraio 2021 da Federico Maggi, Senior Threat Researcher Trend Micro. Al momento della pubblicazione, alcuni dei problemi descritti in questo documento potrebbero essere stati o sono attualmente in fase di risoluzione da parte dei fornitori delle app. I marchi qui menzionati sono stati informati dei risultati della ricerca.

Ulteriori informazioni sono disponibili a questo link